La nostra musica, i cori

Coro

Pubblichiamo una nostra libera traduzione di un articolo composto dal redattore della rivista per Americani-Tirolesi "Filò", Louis Brunelli di New York e da una sua collaboratrice.

Our Music… the Choir

Il Tirolo... il Trentino, non aveva né teatri d'opera né musica da camera. Tuttavia, aveva un suo genere di espressione musicale che caratterizza la sua personalità, la storia e il folklore... il coro. L'espressione, «Do trentini, en coro. (Due trentini, un coro)», la riassume in sintesi. La corale con le sue diverse canzoni popolari è uno dei “tesori” della regione e parte integrante della sua storia culturale.

Le canzoni della montagna sono profondamente radicate in ogni valle e cantate in molte occasioni. Ricordano molto il clima dell'antico Filò. Sottolineano però anche le differenze individuali, tipiche dei villaggi di montagna, della valle in cui sono state composte. Le canzoni erano letteralmente un archivio dei loro amori, delle storie di lotte e di vita in generale. La continuità e l'attuale sopravvivenza delle canzoni corali in Trentino ne fanno un vero patrimonio culturale e la forma più radicata di espressione artistica.

Questo cimelio culturale è stato arricchito a cavallo del secolo, grazie all'opera di viaggiatori/trovatori, dei cantastorie se si vuole, che favorirono la diffusione delle cantate di paese. In assenza di "mass-media", i novellieri itineranti, spostandosi di villaggio in villaggio, fiere di paese, sagre, portavano notizie di attualità, assieme a canzoni composte di fantasia e storie vissute, cantate sull'aria delle vecchie ballate paesane.

Queste canzoni / racconti vennero riprodotti su fogli e fatte circolare tra i nostri soldati Trentini che prestavano servizio nell'esercito austriaco. Quei soldati vennero di fatto sradicati dai loro villaggi e dalla loro cultura e spinti a entrare in contatto con altre culture, luoghi e tradizioni. Hanno così potuto esportare e scambiare le loro canzoni tradizionali che avevano udito nei loro villaggi e i racconti nei filò notturni.

Si svilupparono le cosiddette "canzoni militari", che derivano meno dalla loro esperienza di guerra che dalle loro tradizioni di paese, canti incentrati sul lavoro, l'amore o la vita. Fu dopo la guerra, che le antiche tradizioni popolari e si riunirono con le nuove, così da stimolare la canzone popolare corale trentina.

Era il 25 Maggio 1926 quando Nino Peterlongo, Presidente della S.O.S.A.T., convinse i cantori (una decina) riuniti attorno ai fratelli Pedrotti a debuttare pubblicamente nella Sala Grande del Castello del Buonconsiglio. Da allora il coro fu chiamato Coro della S.O.S.A.T., denominazione che conservò fino agli anni trenta e che mutò in Coro della S.A.T. in seguito alle disavventure politiche della S.O.S.A.T. che si conclusero con la sua soppressione.

L'armonizzazione a quattro voci: tenori, contro-tenori, baritoni e bassi, rinnovò le vecchie forme di canto, riflettendo le profonde radici culturali del popolo Trentino. Uno stile nuovo, ma un'antica consonanza tra le persone che hanno potuto così riabbracciare in questo ciò che erano state.

Lou e Giovanna

(registrazione estemporanea di un coro di amici in Trentino)

 

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