Fognature scaricano nel torrente Ceggio

Ceggio

Là dove non ti aspetteresti, nell’incantevole territorio di Torcegno, tra mucche 

e asini, piccoli pascoli, larici svettanti e un torrentello che ci berresti, tanto è cristallina la sua acqua, uno sbocco fognario vi si getta dentro direttamente dall’impianto di depurazione della fognatura, chiamato “Imhoff” dal nome della ditta tedesca che l’ha progettato negli anni ‘80.

Un capannone a coprire le vasche di decantazione, con davanti un’ultima vasca circolare di raccolta, coperta da una grata, servito da una stradina d’accesso piena di curve, capace di mettere a dura prova il più esperto degli autisti.

Mi è arrivata la segnalazione di alcuni residenti e subito mi sono attivato per un sopraluogo e per sentire il Sindaco.

Davvero non mi aspettavo una cosa come questa.

Già l’odore di fogna nel punto dello scarico è indicativo di che cosa finisca nel torrente da svariati anni. 

Ho prelevato dei campioni a monte e a valle dello scarico che si trovano già presso un laboratorio di analisi e presto saprò dire che cosa finisce nel Brenta.

Il torrente Ceggio è infatti un affluente del Brenta, lungo 11,7 Km per un’area di bacino di 32,8 Kmq. «Il problema lo conosciamo bene – dice il sindaco, Ornella Campestrini -, in agosto abbiamo avuto un incontro con l’assessore Gilmozzi dove si è parlato anche del collegamento al collettore di Villa Agnedo.

La cosa che si era evidenziata è stato il sottodimensionamento della rete che segna però anche Castel Nuovo, Telve e Telve di sopra.

Fino a Telve vi è un progetto preliminare. Per il nostro tratto di competenza si prospettano interventi a stralcio, dato il costo estremamente oneroso dell’opera di collegamento completa».

«Per quanto concerne la manutenzione dell’impianto – continua il sindaco – posso dire che una volta alla settimana gli operai del comune vanno a pulire dal materiale solido che affiora, in modo da evitare che vada a finire nel torrente.

Due volte all’anno poi vengono prelevate le sabbie poi smaltite nell’impianto di Levico».

Un servizio che ha un costo importante per l’amministrazione.

I residenti che da 700 passano a 1200 nel periodo estivopagano 5 volte di più per lo smaltimento, di chi è invece collegato al collettore.

Intanto i pescatori della zona si guardano bene dal pescare a valle dello scarico e gli allevatori hanno predisposto una recinzione elettrificata che passa poco più sopra e attraversa il torrente per evitare che gli animali vi si abbeverino.

Non possiamo riempirci la bocca con la parola “ambiente” se poi lasciamo agonizzante un torrente come questo. 

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

1.     se si sia a conoscenza della questione;

2.     se non sia ipotizzabile una migliore organizzazione della manutenzione dell’impianto, e con maggiore frequenza;

3.     che cosa si intenda fare per fermare ciò che ha ridotto il Ceggio in una “fogna a cielo aperto”;

4.     se le analisi confermeranno l’evidenza dell’inquinamento in atto, come si intende procedere per un recupero ambientale del torrente;

5.     se e quando la Provincia interverrà per collegale Torcegno alla rete fognaria che interrompa questo scempio ambientale.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

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