Una civetta su la "fornela" di Novaledo

Una civetta su la "fornela" di Novaledo

NOVALEDO - Se vorranno un esempio di "civetta" giornalistica, i manuali di giornalismo che verranno stampati d'ora in poi ne troveranno uno splendido in un articolo apparso ieri su un quotidiano locale.

Il meccanismo è scontato. Si individua un argomento che "tira" dal punto di vista dell'interesse pubblico che però ha perso la novità della notizia fresca. Si inventa un caso occorso a un soggetto "debole" al quale si fa fare la parte della vittima per attirare consensi e muovere emozioni in modo da riproporre in senso paradossale la vecchia notizia e vendere ancora carta al prezzo della farina.Vecchietta crocifissa alla stufa

Eppure, se c'è una professione regolamentata dallo Stato e che quindi dovrebbe tutelare il lettore dal punto di vista della correttezza formale di ciò che legge, è proprio il giornalismo, o almeno lo è ne più ne meno delle altre professioni.

Al proposito le Sezioni unite penali della Corte di Cassazione con la sentenza 23 marzo 2012 numero 11545, scrivono: "Gli atti nonché gli adempimenti delle professioni regolamentate sono riservati a coloro che sono iscritti agli albi; qualsiasi attività tipica e di competenza specifica va a configurare il reato di esercizio abusivo della professione. Commette, quindi, il reato di esercizio abusivo della professione il soggetto che svolge attività “tipica e di competenza specifica” della professione regolamentata senza però essere iscritto all'Albo professionale".

All'articolo 348 del Codice penale si trova poi che «Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione».

In seguito a quell'articolo "civetta" è uscita inoltre una nota della Provincia Autonoma di Trento che precisa che:

L'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia lavora per la sicurezza delle persone, per l'ambiente e per la salute dei cittadini; lo fa fornendo un supporto tecnico, basato sulla conoscenza degli aspetti normativi e su quelli tecnico-costruttivi, ai cittadini, che poi possono decidere in totale autonomia sul da farsi. Non impone, non ordina, non chiude nulla. Solo nei casi più gravi e urgenti, può chiedere l'intervento dell'autorità comunale competente ad intervenire a tutela dai rischi individuali e collettivi. Tale ipotesi non è stata riscontrata in nessuna delle 60 verifiche fatte a Novaledo. In sintesi è questa la netta smentita della Provincia autonoma di Trento ad alcune affermazioni contenute in un articolo, uscito oggi su un quotidiano locale, in merito a controlli effettuati a Novaledo su una stufa a legna. "Aprie – sottolinea l'assessore provinciale all'ambiente Mauro Gilmozzi – attraverso i controlli che effettua, fornisce dati conoscitivi sullo stato della sicurezza e dell'efficienza degli impianti. A Novaledo è in corso un progetto molto importante, che coinvolge responsabilmente tutta la comunità, e rispetto al quale si può anche non essere d'accordo, ma partendo da informazioni ed atteggiamenti corretti"

Entrando nel dettaglio dei contenuti dell'articolo:

- APRIE non ha vietato ad una signora anziana di utilizzare la sua cucina economica, semplicemente perché l'agenzia non può vietare a nessuno di utilizzare i propri apparecchi. L'agenzia rileva e segnala al cittadino eventuali anomalie sugli impianti. I tecnici verificatori di APRIE non possono quindi intimare a nessuno di non utilizzare gli apparecchi su cui eseguono le ispezioni, né tanto meno possono ordinare la loro rottamazione;

- le anomalie che APRIE rileva sugli impianti non riguardano assolutamente il grado di inquinamento degli apparecchi. APRIE non esegue campionamenti sui fumi di combustione di apparecchi a combustibile solido.

- non c'è alcuna norma che imponga di rottamare stufe domestiche datate, come quella oggetto dell'articolo; gli impianti termici, di cui fanno parte anche le stufe, possono presentare anomalie a cui porre rimedio, riducendo rischi, costi ed emissioni, ma non per questo gli apparecchi devono essere rottamati e sostituiti.

- APRIE quindi non può imporre a nessuno di sostituire una stufa; peraltro, chi decidesse di farlo potrebbe contare sugli incentivi previsti dalle norme;

- i sopralluoghi che APRIE effettua agli impianti termici su tutto il territorio provinciale sono completamente gratuiti, senza alcun onere per l'utente;

- il costante lavoro di prevenzione che APRIE svolge attraverso le ispezioni agli impianti termici è di fondamentale importanza per salvaguardare l'incolumità delle persone e la sicurezza delle abitazioni, prevenendo incidenti talvolta anche gravi. Tra i casi più frequenti ci sono la mancanza dei fori di ventilazione per l'ingresso dell'aria comburente agli apparecchi e la presenza di più apparecchi a combustibile solido allacciati alla stessa canna fumaria. (Lr)

 

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