No bike!

orso bicicletta

Si è svolto il 15 maggio 2017, presso il Centro Vivaistico Forestale di Casteller (Trento), 

l’incontro sulla Gestione dell'orso bruno e dei grandi carnivori in provincia di Trento - Tavolo di Partecipazione e Informazione.

All’incontro erano presenti il dott. Claudio Groff, il dott. Maurizio Zanin e il dott. Michele Dallapiccola, assessore all’agricoltura, foreste, turismo, promozione, caccia e pesca della provincia di Trento.

Per la componente ambientalista e/o animalista erano presenti le associazioni ENPA rappresentata da Antonio Russi, Flama d’Anaunia da Ivana Sandri, LAC da Caterina Rosa Marino, LIPU da Sergio Merz e il Comitato per l’orso rappresentato da Francesco Mongioì.

Tra i diversi contenuti affrontati è stata espressa la netta contrarietà delle associazioni scriventi all’invadente presenza delle biciclette e delle mountain bike (anche a motore!) in zone interne ai parchi naturali ed altre aree protette e sui sentieri non autorizzati al loro passaggio.

Le biciclette, in ogni loro declinazione, sono veicoli e rispondono al codice della strada e a questo riguardo l’assessore Dallapiccola ha ritenuto di confermare, ove ve ne fosse bisogno, che le strade, e i sentieri di montagna sono tutti interdetti alle biciclette e alle mountain bike e ad ogni altro tipo di veicoli tranne quelli esplicitamente autorizzati.

Significa che i veicoli a motore o a pedale rispondono alle norme sul traffico veicolare e non possono percorrere alcun sentiero di montagna dentro e fuori i parchi e zone protette a meno che non sia manifestamente concesso il passaggio tramite appositi segnali e cartelli esplicativi.

Fermo restando che anche dove detti percorsi sulle biciclette sono consentiti è ovvio che non debbano recare pericolo e disturbo agli escursionisti a piedi e alla fauna selvatica o al patrimonio botanico.

Non dovrebbe essere necessario ricordarlo ma così come è vietato rubare è altresì vietato derubare i nostri figli del diritto a godere anche in futuro di un paesaggio tutelato e garantito da leggi rigorose.


Rammentiamo, inoltre, che in ogni zona frequentata da orsi si raccomanda di non coglierli di sorpresa, di non avere cani al seguito o di tenerli rigorosamente al guinzaglio, e di non correre né a piedi né, tantomeno, in bicicletta.

Piombare all’improvviso a ridosso di orsi non è salutare e neppure il comportamento più opportuno!

Occorre, per il bene di tutti, che gli umani diano agli animali il tempo di ascoltare i rumori prodotti camminando (campanello, chiavi, parlare, canticchiare), di percepire l’odore d’uomo, in tal modo non ci sarà alcun contatto con l’orso, perché l’animale  fuggirà molto prima: ricordiamoci che questo grande plantigrado ci teme e preferisce evitarci.

Consentire l’uso di biciclette in zone frequentate da orsi significa assumersi la responsabilità di scontri/incontri con gli orsi che, presi di sorpresa e senza possibilità di fuggire, attuano comportamenti di difesa che possono apparire e talvolta diventare aggressivi.

Non si potrà dare alcuna colpa all’orso, perché nessuno obbliga il biker a piombare all’improvviso addosso a un orso o peggio a trovarsi tra mamma orsa e i suoi cuccioli!

Quindi quale ente pubblico o privato, quale istituzione pubblica vorrà assumersi la responsabilità di aprire a veicoli veloci e invasivi dei percorsi che penetrano all’interno dell’areale dell’orso?

Ultima notazione: segnaliamo che laddove si è fatto esplicito divieto di usare le biciclette in zone naturali di particolare pregio si è realizzata una selezione naturale del turismo optando per un turismo di qualità, più rispettoso e scrupoloso, per amanti della natura e degli animali, rinunciando invece agli avidi consumatori di vacanze mordi e fuggi, “parsimoniosi” con i propri denari, irrispettosi, rumorosi, invadenti e assai poco graditi dalle amministrazioni che intendono qualificarsi tra le zone del mondo dove la natura trova i suoi santuari e non degli squallidi Luna Park.

Parola chiave: RISPETTO!

Adulti e bambini vanno formati al rispetto dell’ambiente e degli animali e non al suo sfruttamento distruttivo.

A questo proposito l’assessore lamentava come, a fronte di una grande disponibilità a fornire incontri educativi naturalistici per le scuole di ogni ordine e grado in provincia, pochi istituti, in realtà, hanno richiesto il servizio e usufruito di tale preziosa opportunità, ed è, a nostro parere, una vera perdita.
 
“Nel rispetto dei fiori, degli animali e degli escursionisti a piedi, usa la bicicletta solo sulle strade. Sui sentieri, spingila.” (Regolamento del Parco Adamello Brenta)

I referenti per il Trentino di:

ENPA - Antonio Russi
Flama d'Anaunia - Ivana Sandri
LAC Trentino Alto Adige/Südtirol - Caterina Rosa Marino
LIPU Trento - Sergio Merz
Comitato per l'orso Trentino AltoAdige/Südtirol- Francesco Mongioì

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