"Revenge", messo il radio collare a un'orsa

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    Revenge, messo il radio collare a un'orsa, potrebbe trattarsi di KJ2

“Revenge”

Trascorsa qualche settimana dalla pubblica commemorazione di mamma orsa Daniza, nella ricorrenza della sua uccisione per “maldestra sedazione”, stiamo per assistere alla messa in scena del medesimo copione.

Il comunicato stampa della Provincia, che annuncia la cattura di un’orsa di 133 kg, è del 16 ottobre, l’operazione risale al 15 sera.

L’orsa, che era accompagnata dai suoi tre cuccioli, come ci informa la PAT, è stata dotata di radio collare e rilasciata.

L’informazione sul metodo di cattura utilizzato è molto preoccupante: free ranging (tiro del narcotico all’animale libero), ovvero tele narcosi.

Conoscendo la (im)perizia con cui è utilizzata questa tecnica in Trentino, ci congratuliamo con la squadra di cattura della PAT che, almeno fino adesso, è riuscita, miracolosamente, a non ammazzare anche quest’orsa.

Informa, ancora la PAT, che molto probabilmente si tratta dell’orsa KJ2, accusata di essere responsabile dell’attacco a Cadine del giugno scorso. Le indagini genetiche, condotte dall’ISPRA, diranno se si tratta di KJ2.

In questo caso, sarà data esecuzione all’ordine di cattura emesso a giugno, quando un orso mai identificato, ha attaccato un uomo che si comportava in modo ostile dal punto di vista ursino.

E’ necessario rammentare che la sola presenza del cane è vissuta dall’orso come minaccia, secondo il parere degli esperti.

Come si è arrivati a decidere che responsabile dell’incidente di Cadine è KJ2?

Semplicemente perché nel luogo dell’attacco, si sono trovati reperti organici della mamma orsa.

E’ decisamente poco!

L’orsa potrebbe essere passata da lì, prima o dopo, oppure i reperti potrebbero essere stati piazzati a bella posta.

Non dimentichiamo che di un precedente attacco, a Zambana, con colluttazione, fuga e inseguimento fra gli alberi, non sono state trovate tracce d’orso.

A Cadine potrebbe essersi materializzato lo stesso orso che non lascia tracce.

Come è ben noto a qualunque spettatore di telefilm polizieschi, ma anche lettori delle cronache dove si raccontano delle indagini svolte dagli investigatori reali, chi si trova sulla scena del delitto non è necessariamente il colpevole.

Allo stato dei fatti, KJ2 non è colpevole dell’attacco di giugno e la sua cattura, al momento, rappresenta solo un atto arbitrario di vendetta contro un animale scelto a caso come capro espiatorio.

Secondo l’ordinanza, illegittima, emessa a giugno, un orso non identificato doveva essere rimosso, per tacitare l’opinione pubblica, montata ad arte, e la sventura è caduta su KJ2: semplicemente vittima della roulette russa voluta dalla Giunta Provinciale per coprire maldestramente le proprie inefficienze.

Ancora usano un termine neutro, come “rimozione” che, però, significa indifferentemente, catturauccisione.

D’altra parte, anche i cacciatori preferiscono parlare di “prelievo”: usare il termine “uccidere” renderebbe ancora più odiosa la loro sadica e sanguinaria attività.

Tradotto: KJ2 sarà giustiziata sul posto oppure condannata all’ergastolo, insieme a quell’altra anima sventurata di DJ3, al Casteller.

Il copione è considerato di successo e si ripete senza modifiche.

Anche prima di uccidere Daniza, avevano lasciato intendere che non si sarebbe insistito troppo con le operazioni di cattura.

La differenza è che questa volta, lo avevano detto chiaramente, appena il giorno prima, il 14 ottobre, che si attendeva che l’orsa andasse in letargo insieme ai tre piccoli per poi ragionare sul da farsi.

La PAT sembra non essere in grado di agire con serietà e trasparenza: non informa e lascia che accadano gli incidenti per poi dedicarsi alla persecuzione di ignari animali selvatici, sfuggenti e riservati, come gli orsi.

Al podista, attaccato da un orso, auguriamo completa guarigione anche dalle ferite psicologiche, ma deve “ringraziare” chi non l’ha informato nei 20 anni precedenti!

In tanti anni molto lavoro di formazione e informazione avrebbe potuto essere svolto sia per i residenti sia per i turisti; sia per gli adulti sia per gli studenti grandi e piccoli.

Invece ben poco è stato fatto, lasciando che il patrimonio iniziale di simpatia per l’orso andasse disperso per responsabile e colpevole silenzio della PAT e per il cavalcare i mal di pancia di certa politica che fa presa sui bassi istinti e non sulla razionalità delle persone.

Non c’è un solo motivo che giustifichi la persecuzione di KJ2e i maltrattamenti cui sono stati sottoposti gli orsi recentemente catturati per l’applicazione del radio collare.

Ancora una volta la PAT rifiuta di affrontare le proprie responsabilità e porvi rimedio.

Noi associazioni abbiamo offerto aiuto e collaborazione, ma la risposta è stata una sterile rivendicazione di meriti e una chiara dichiarazione di cattiva volontà.

Non ci resta che il ricorso agli organismi internazionali, per riportare i politici trentini alla ragione, visto che il Ministro dell’ambiente che dovrebbe e potrebbe impedire lo scempio che si sta compiendo, dimostra asservimento ai poteri forti nemici di animali e ambiente.

Grazie per l'attenzione.

I referenti per il Trentino di

ENPA- Antonio Russi
Flama d'Anaunia- Ivana Sandri
Guardie per l'Ambiente Trentino AltoAdige - Antonella Ebli
LAC Trentino Alto Adige/Südtirol - Caterina Rosa Marino
OIPA Trento - Ornella Dorigatti
PAN-EPPAA - Mauro Nones
Comitato per l'orso Trentino AltoAdige/Südtirol- Francesco Mongioì

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