Maledetti! Un bagno di sangue

proiettili

Come ogni giorno vagovo un po’ su Facebook, 

facendomi anche un po’ i fatti degli altri: cerimonie, giorni di scuola, compleanni, piatti cucinati, polemiche politiche (a non finire), insomma tutto il variegato modo del social network più diffuso sul pianeta.

Ma Facebook non propone solo svaghi: ho trovato un filmato girato in Siria, credo ad Aleppo, ormai città martire.

Un soccorritore che aveva salvato dalle macerie una neonata, che la deponeva in una ambulanza; la piccina col capo sporco di sangue, ma probabilmente, spero almeno, in buona salute.

Il soccorritore, un giovane di una trentina di anni, è scoppiato in lacrime mentre stringeva al petto quel fagottino che non aveva manco la forza di piangere.

Quelle lacrime mi hanno colpito profondamente.

Da tempo su Facebook vengono pubblicati filmati o foto di bambini vittime di guerre insensate e stupide.

Bambini feriti, sottratti alla morte, portati via dalle macerie che li stringevano in un abbraccio mortale; ma anche foto e filmati di bambini che non ce l’avevano fatta.

 Bambini straziati dai proiettili, dalle bombe, bambini insanguinati, vittime innocenti della follia degli adulti.

Ormai non riesco manco a guardarle quelle foto e quei film; e la cosa è cominciata quando fece il giro del mondo l’immagine terribile di quel bambino di tre anni che giaceva, morto, a faccia in giù su una spiaggia turca, credo.

Bambino che, ridotto a una bambola di pezza, venne raccolto con delicatezza, ahimè tardiva, da un poliziotto turco.

Già, i bambini, sempre loro sono i primi a soffrire; sono delicati, indifesi e un soffio di vento se li porta via, lasciando nella disperazione i genitori, le mamme che certo non li avevano messi al mondo per farli morire annegati in un mare lontano o uccisi dalle bombe e dai proiettili sotto casa.

E ce ne sono decine, centinaia, migliaia ogni giorno che ci lasciano, bambini la cui sorte pesa come un macigno sulle nostre coscienze…

Noi che trepidiamo per una vaccinazione, per pochi decimi di febbre, cosa proveremmo se quei corpicini appartenessero a nostri figli o a nostri nipoti?

 Maledetti, maledetti mille volte i fomentatori di odio, i mercanti di morte, gli estremisti politici e religiosi che, in nome di una dubbia fede producono massacri inimmaginabili.

La Bibbia dice: “Guai a colui che produce scandalo…” io aggiungo, sia maledetto per l’eternità chi produce sofferenze ai deboli, agli anziani, alle donne, e soprattutto, ai bambini.

Cosa sarà di queste giovanissime generazioni quando, si spera, la guerre finiranno?

Si potrà mai tornare ad una vita normale?

I bambini potranno tornare a giocare fra di loro?

Ad andare a scuola senza la paura di vedersi crollare il soffitto addosso, perché colpito da una bomba?

Guardando certe immagini, viene proprio il dubbio che non si potrà più tornare indietro: ma avete visto cosa è rimasto di Aleppo?

Un immenso cumulo di macerie.

Chi ricostruirà le città distrutte?

E il flusso ininterrotto di profughi, di gente che scappa dal proprio paese, in cerca di scampo, in cerca di una vita migliore, o più semplicemente di una vita possibile…

E quanti di loro, e quanti bambini sono rimasti in mare, in quel mare che speravano di attraversare verso un futuro migliore…

E quanti bambini sono arrivati in un paese straniero, e anche in Italia, da soli, senza la mamma, forse morta durante la traversata?

E sono sbandati, alla mercé di predatori, di gente senza scrupoli interessata solo al guadagno?

Ormai sono migliaia.  

C’è poco da fare: di fronte al problema della infanzia devastata, ognuno di noi è gravato di responsabilità…

É facile girare le spalle, esprimere un dolore di circostanza e tornare alla vita quotidiana nei nostri paesi che magari avranno anche delle difficoltà, ma non assistono a tragedie come quelle di cui sono tutti i giorni vittime questi bimbi.

A questi bimbi è stata rubata la vita, è stato rubato il futuro, è stata rubata l’innocenza…

Che Dio, perdoni questa umanità scellerata.

Biagio Ciardiello

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