UE-XIT

Inghilterra

Ormai è l’argomento del giorno: la Brexit.

Questo immondo neologismo indica la possibile uscita della Gran Bretagna dalla Unione Europea, che sarà decisa da una consultazione referendaria che si terrà fra pochi giorni, il 23 giugno.

La questione è quanto mai complessa, coinvolgendo peraltro una nazione membro che non ha mai troppo amato l’Europa: infatti, pur facendone parte, non ha voluto aderire alla moneta unica, il vituperato Euro.

Che l’Europa faccia ormai acqua da tutte le parti lo si è capito da tempo; ogni stato va per i fatti suoi e c’è una divisione netta fra stati forti (Germania in primis) e stati deboli (paesi mediterranei, in particolare Grecia e Francia).

Così non si va lontano e spesso, troppo spesso, l’unione europea ha mostrato di non essere assolutamente al di sopra delle parti.

Emblematico è il caso degli olivi salentini, minacciati, sembra, sembra, sembra, da un batterio, la Xilella Fastidiosa.

E qui la UE, col palese intento di favorire gli olivicultori iberici, e di voler importare enormi quantità di oli tunisini, ha imposto all’Italia l’abbattimento di centinaia di migliaia di piante, depauperando in maniera irreversibile un patrimonio della intera umanità.

E questo è un solo esempio.

Proprio il comparto alimentare, agroalimentare , è una eccellenza che tutto il mondo invidia all’Italia, ma la UE ha fatto del tutto per danneggiarci, per ridurre o eliminare le tutele e favorire così dal punto di vista commercialeprodotti di qualità nettamente inferiori e spesso copie pirate, squallide imitazioni che tagliano fette impressionanti di fatturato alle nostre aziende.

E se non bastasse questo, ci sta anche la storia della immigrazione: grazie anche a sciagurati trattati firmati qualche anno fa (Dublino 1 e 2) , il paese dove avviene lo sbarco è anche quello che deve accogliere i profughi …

Grazie, i barconi possono arrivare in Germania, in Belgio, in Gran Bretagna, Svezia ecc ecc?

Ma poi gli stati membri a chiacchiere dicono che l’Italia non può essere lasciata sola, però fanno le barriere4 di filo spinato e i muri…

Fu raggiunto un accordo, “sottoscritto” da tutti i membri, per la divisione dei migranti fra le varie nazioni, ma subito dopo si è cominciato a non applicarlo.

E la mancata flessibilità sul debito pubblico, che sta strangolando tanti stati, Italia compresa? (ricordo che la potente Germania ha goduto nel corso degli anni di due indulti, due sanatorie che le hanno permesso di sfuggire alle tagliole dei pagamenti  ad esempio dei debiti di guerra e successivamente di un debito pubblico troppo elevato.

Ma questo non vale per altri stati, e l’Italia è fra questi.

Esempi ce ne sono a centinaia, per cui si è accentuato il solco fra paesi ricchi e potenti e paesi poveri e deboli.

Risultato?

Grazie anche ai massicci arrivi di profughi, migranti economici o politici, è cresciuta la preoccupazione, gestita ad arte dai movimenti xenofobi di destra, che nelle varie consultazioni elettorali si sono tremendamente rafforzate.

E di pari passo è cresciuto lo scontento e un sentimento di rivalsa, nei confronti di una Unione Europea schiava dei Tedeschi e dei poteri forti.

Sono nati così  tanti movimenti favorevoli alla uscita di vari paesi dalla Unione Europea, movimenti che si sono rafforzati al punto  da portare a violenze e, come per l’Inghilterra, al referendum per l’uscita .

Appunto la Brexit. E se il referendum porterà alla fuoruscita degli Inglesi, questo innescherà una reazione a catena che porterà alla frantumazione della Unione Europea.

Conseguenze?

Non ho una risposta facile, ma temo che soprattutto quei paesi come Grecia  ed  Italia, caratterizzati da un grosso debito pubblico e un elevato tasso di disoccupazione, possano piombare nel marasma, aprendo la strada alle più feroci speculazioni, come appunto capita in Grecia dove i Tedeschi stanno facendo la “spesa” nel patrimonio pubblico greco. 

Che vi debbo dire : mala tempora currunt…

Biagio ciardiello

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