«Professione edicolante», i rischi del mestiere

Border Collie

Che i cani siano veramente capaci di comprendere il inguaggio umano, avvalorando quindi la precisa convinzione di gran parte dei loro proprietari? Sembra proprio che sia così.

E lo sostiene, almeno in parte, una nuova ricerca pubblicata in questi giorni sulle pagine della rivista "Science" e condotta, in particolare, sulle capacità di apprendimento delle parole di un Border collie, appartenente a una famiglia tedesca. Gli autori dello studio, che hanno esaminato un cane con un "vocabolario" di circa 200 parole, suggeriscono che alcuni aspetti della comprensione del linguaggio possano essersi evoluti prima del linguaggio umano e in modo indipendente da quest'ultimo.

Questo studio, approfondito da un'equipe di scienziati indipendenti, ha sviluppato in sede di confronto sociologico un'interessante comparazione con l'attitudine umana a disimparare termini del linguaggio desueti. Come campione per il confronto con il Border collie si é preso il Lando del nostro sito, un esemplare umano di razza bianca di anni 54 (parificabile con l'età del cane di sette anni: 54/7=7) di professione edicolante, praticante in una zona turistica del nord-est del Trentino.

Da precisare che Lando ha una frequentazione del commercio al dettaglio di giornali, cartoline, francobolli, caramelle e affini, da oltre 15 anni, sette giorni su sette per otto - dieci ore al giorno, a eccezione della domenica pomeriggio e del lunedì pomeriggio. Dopo attenta osservazione da parte dell'equipe di studiosi e dopo essere stato sottoposto a vari test linguistici il soggetto umano é stato definito come affetto da sindrome di depauperamento lessicale progressivo.

Cercando di individuare i vari fattori in gioco in questo processo degenerativo del lessico che, al momento del test, aveva lasciato nel bagaglio liguistico di Lando meno di 200 parole e dunque in rapporto deficiente nei confronti del campione canino, i luminari hanno delineato la seguente scaletta di fattori determinanti:

a) Infraintendimento da testata: molto importante é risultato essere il fattore di perdita di significato delle parole comuni usate nella nomenclatura di testate di giornali e riviste, del tipo: Oggi, Gente, Chi, Visto, Dipiù, Messaggero, Libero, ecc... . In effetti il frequente uso di questi titoli, che nel linguaggio comune hanno un loro significato per il quotidiano vivere, per così dire, a sproposito porta ad un'indebolimento delle sinapsi cerebrali correlate all'articolazione del linguaggio. Si crea una sorta di freno mentale all'uso di queste parole nella comunicazione corrente estraprofessionale. Per fare un esempio: se la fidanzata dell'edicolante comunica il seguente messaggio al suo fidanzato: "Ci vediamo oggi", il povero edicolante avrà da fare uno sforzo cerebrale doppio rispetto alla media delle persone proprio per discernere che "oggi" non é una rivista, che nel caso la sua ragazza l'avrebbe invitato a sfogliare, ma un riferimento temporale. Di frequente l'edicolante ha tirato bidoni alla sua ragazza proprio per questo motivo.

b) Ritualità trombizzata a ripetere: é il secondo fattore determinante il depauperamento lessicale che comporta il ripetersi con una frequenza di circa 28 cicli al minuto del rito di presentazione comprendente il seguente schema di massima: «Buongiorno, sono arrivati i giornali, c'è Gente, quanto?» che, in piena sintonia con le teorie di Pavlov sul riflesso condizionato producono il seguente schema di risposta: «Buongiorno, prego, si certo, l'ho finito, unoesettanta, arrivederci, grazie». Una variante a questo schema risulta essere per il 94% dei casi, la seguente: «Le dispiace se le do un po' di monetina - prego signora - così mi sono liberata di un po' di peso».

c) Assuefazione da notizia stampata: come il calzolaio va in genere in giro con le scarpe rotte, così l'edicolante raramente legge i giornali che vende, per mancanza di tempo innanzitutto. Si limita all'inizio della carriera a leggere i titoli grossi apportatori di una cultura da scoop e dal lessico limitato. In genere poi si tratta di messaggi che diffondono menzogne, e come tutti i messaggi menzogneri, provocano apprensioni, dolori gratuiti in tutte quelle persone che ricevono quel messaggio. Si, perché quasi tutti i titoloni dei giornali sembrano fatti apposta per diffondere dolore, pessimismo, tristezza, tutti sentimenti negativi che predispongono l’uomo al peggio, al catastrofismo ed in definitiva al qualunquismo e all’immobilismo più totale. La limitazione del lessico nel soggetto edicolante é, in questo senso, interpretabile anche come un puro meccanismo di difesa.

Conclusione: individuati i fattori essenziali che hanno prodotto in Lando la riduzione del lessico, sensibilmente inferiore a quello di un Border collie, gli studiosi sono portati a credere che tale depauperamento coinvolga anche altre categorie professionali come, per esempio: metalmeccanici, vigili urbani, tecnici odontoiatrici, ecc..., per motivi solo lievemente diversi.

In particolare, uno degli studiosi dell'equipe scientifica, il finlandese Sbrodo Lon, sta redigendo un manuale di controindicazioni per il recupero dei soggetti offesi. Tra i suggerimenti di Sbrodo c'è l'invito a iscriversi a una Facoltà pubblica senza obbligo di frequenza, frequentare corsi serali che favoriscano l'integrazione sociale e lo scambio di comunicazioni verbali, iscriversi a un corso di lingue, non importa quale, fosse anche l'aramaico antico.

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