Un nuovo anno scolastico sotto il segno di Daniza

sotto il segno di Daniza

TRENTINO - L'orsa Daniza, come tutto il mondo ha saputo, è tronata per sempre in Trentino nella sua mitica grotta.

Ospitiamo di seguito l'intervento di uno dei più originali pensatori del nostro tempo, Mario Bolognese, che a proposito di miti (ricordiamo il suo libro, tra i classici della pedagogia, "Educare con il Mito") si sta spendendo in un appello perché questo nuovo anno scolastico sia sotto il segno di Daniza.

«Perché - dice - nonostante il perdurante sessismo linguistico e per amore e rispetto delle cucciole e non solo dei cuccioli, che le bambine, che hanno pari diritto di esistere e di essere nominate, non siano mai più superficialmente incluse nella voce bambini...».

Per iniziare, su questo ultimo argomento, di non secondaria importanza anche per le “pari opportunità” all'identità e alla dignità, mette a disposizione dei nostri lettori una sua piccola fiaba:

C'ERA UNA VOLTA "O" E SI DICEVA INNAMORATO DI"A"

E COSI' TUTTE SE LE MANGIAVA QUELLE CHE INCONTRAVA.

COSI' NELLA PANCIA DI "O" “BAMBINO” INCLUDEVA ANCHE “BAMBINA”, E “UOMO” ANCHE “DONNA”... (MA COME BENE SUONA DIRE INVECE PERSONA!)...

COSI' LA "O" TUTTO IN PANCIA SI METTEVA E NIENTE PIU' FUORI VEDEVA

MA INTANTO LA "A" DA TEMPO DALLA PANCIA DI“O” ERA USCITA PER GIOCARE LIBERAMENTE LA VITA

E COSI' DA "PATRIA" SCAPPANDO ALLA SUA “A” SORRIDENDO IN UNA "MATRIA" INVECE ABITO'

APERTA ANCHE A TUTTI GLI "O" CHE DIMAGRITI E CONTENTI NON ERAN PIU' PREPOTENTI...

L'orsa, infatti, è il grande animale materno dell'Europa matrifocale, prima di quellO patriarcale, e dunque è anche un vero e grande simbolo di ogni accudimento e della radice di ogni educazione ...la matria...

«L'orsa come nutrice cosmica - La storia dell'orsa come nutrice cosmica si può far risalire fino al paleolitico superiore, quando si incominciò a osservarne le abitudini annuali di letargo e di risveglio. L'orsa era il simbolo perfetto della morte e della rigenerazione: quando andava in letargo, entrava metaforicamente nel dominio della morte, così quando usciva dalla caverna, era metaforicamente rinata. Ovviamente anche altri animali ibernano, ma l'orsa evocava un simbolismo particolarmente potente.

Essa non solo emergeva viva dalla caverna, ma portava pure con sé una nuova vita: il cucciolo nato e cresciuto durante l'inverno, quando si presumeva che l'orsa fosse caduta in un sonno simile alla morte. Di conseguenza l'orsa, in questa significativa successione di nascita, morte e rinascita, finì per essere collegata con la dea che presiede le nascite. I numerosi motivi estetici che richiamano l'orsa, usati nella creazione di lampade, vasi, statuette e contenitori per le offerte di squisita fattura, rivelano l'importanza rituale della dea-orso. Le lampade a forma di orso sono caratteristiche del sesto millennio a.C. e sono stati trovati anche vasi con manico ad anello che si poggiano su zampe d'orso, evidentemente usati per le offerte o per l'acqua sacra. Di nuovo la similitudine con l'orsa, a conferma del suo ruolo mistico e materno, caratterizzava spesso le rappresentazioni della madre col bambino». (Tratto da: “Marija Gimbutas, Le dee viventi, Medusa, Milano, 2005, pag. 44”).

Ho riportato questo brano perché volentieri vorrei offrire un mio contributo educativo affinché l'orsa torni a essere ovunque, non solo in Trentino – che è la mia 'matria' d'origine - , matrice di senso ecologico e soprattutto fonte di rinnovamento e di cultura aperta, non sessista.

Mie notizie digitando nel motore di ricerca: Mario Bolognese Albero della Vita.

Mario Bolognese

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