Perchè non possiamo non essere politici.

Oggi è diffuso, sia tra alcuni amministratori pubblici sia tra normali cittadini, definirsi "non politici", attribuendo alla parola "politico" un significato quasi dispregiativo.

A mio avviso tali atteggiamenti sono un poco qualunquisti se non opportunisti.

Vediamo allora di approfondire il termine partendo dall'etimologia: la parola "politica" deriva dal greco antico polis "πόλις". Polis letteralmente significa città stato. Dunque politica (neutro plurale) significa "le cose che riguardano la città".

Le polis, nate a partire dall'VIII secolo A.C., erano in origine piccole comunità autosufficienti rette da governi autonomi; una sorta di piccoli stati indipendenti l'uno dall'altro.

Una definizione più recente identifica la politica come l'arte di governare la società. Nel XX secolo si è sviluppata una moltitudine di sistemi diversi di gestire la cosa pubblica; dalle monarchie di inizio secolo si svilupparono le prime democrazie borghesi e poi le diverse degenerazioni: comunismo, fascismo e nazismo.

Alla luce degli approfondimenti sopra esposti, mi pare che l'usanza in voga ad alcuni amministratori (eletti da partiti politici per gestire e governare la cosa pubblica) di definirsi "non politici" sia una contraddizione in termini.

Certo le vicende politiche recenti, prima repubblica, seconda repubblica, vitalizi, appalti e tangenti ci porterebbero ad addossare tutte le colpe ai politici: bisognerebbe dire però ai cattivi politici e alla cattiva politica.

Ma i politici li scegliamo noi e se riteniamo di essere governati da cattivi politici la responsabilità è in ultima analisi nostra.

Quali dovrebbero essere allora le doti di un buon politico?

L'onestà secondo alcuni: ma questo dovrebbe essere un requisito per tutti i cittadini non solo dei politici...

Anche se sono sicuro di non incontrare il favore di alcuni addetti ai lavori, penso che in aggiunta all'onestà si debba accompagnare la competenza e la professionalità per lo specifico ruolo che si è chiamati a ricoprire.

Un esempio: come assessore all'urbanistica vedrei meglio un architetto che un medico chirurgo. Così come preferirei farmi operare da un medico chirurgo anziché da un architetto... Non è un caso che l'arch. Adriano Goio, assessore ai lavori pubblici e poi sindaco di Trento negli anni 70/80, recentemente scomparso, fu l'amministratore che più ha lasciato il segno sull'assetto urbanistico della città negli ultimi 40 anni. A volte scelte apparentemente poco plausibili e/o logiche vengono giustificate come scelte politiche! Forse sarebbe meglio dire scelte di politica non proprio esemplare (eufemismo)...

Possiamo e dobbiamo scegliere i politici, i buoni politici: partecipando alle chiamate elettorali ai diversi livelli e dove possibile scegliendo i candidati e non solo la lista e/o il partito.

Anche noi cittadini, senza essere amministratori, possiamo fare politica attiva e di quella buona: quando dedichiamo gratuitamente parte del nostro tempo ad associazioni ed enti no profit, culturali o sportivi: collaboriamo anche noi attivamente nella gestione della cosa pubblica!

Dunque, cari cittadini, vediamo di sceglierci dei buoni politici votando i nominativi. E cari amministratori, visto che siete stati chiamati a governare la cosa pubblica, vi auguro di essere dei buoni e capaci politici!

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