L'Agnello Pasquale in letteratura

Il lupo e l'agnello - Esopo
“Agnello” significa persona mansueta, innocente.
Dante chiamava Firenze sua patria, ove passò l’infanzia: “Il bello ovile, ov’io dormii agnello” (Paradiso, XXV. 5); i beati del cielo sono detti da lui il: “…sodalizio eletto alla gran cena del benedetto Agnello, il qual li ciba Si che la lor voglia è sempre piena”. (Paradiso, XXIV,2); nell’esortare i cristiani a essere più fermi nella loro fede, dice l’Alighieri: “Non fate come agnel che lascia il latte della sua madre e semplice e lascivo seco medesmo a suo piacer combatte” (Pardiso, V,82).
 
L’agnello fu soggetto di molte favole da Esopo in poi. Celebre fra tutte è quella del “Lupo e dell’Agnello”, accusato di intorbidare l’acqua del rivo e per questo sbranato; “fulgido” esempio dell’eterna storia del prepotente che opprime il debole.
 

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