La Poesia

immagine da http://www.connessioniletterarie.it/

“Che cosa è La Poesia”.

Dedicato a tutti coloro che mi stimano e stimolano alla creatività poetica e all'uso del simbolo quale elemento fondamentale attraverso il quale esprimere il più alto livello del sentimento panico della natura dannunziano affinché questa divenga un tutt’uno con l’uomo e origini “La Poesia”.

Ringrazio gli amici della redazione di “edico-lando.it“ per la calorosa accoglienza e spero di essere in grado di svolgere il compito conferitomi e soprattutto di non deluderli .

Ritengo fermamente che La poesia sia  gioia, il poeta non è  soltanto quello legato al crepuscolarismo che rifacendosi a Pascoli e D’Annunzio (seppur importantissimi letterari del novecento, per carità! E a tutt’oggi studiati e gettonati a scuola e dati accozzaglia ai nostri figli...) che seppero esprimere una tristezza..!

La poesia del 900 è triste! La più allegra che ci sia porta come titolo: “L’estate Fredda dei Morti”, di Pascoli! E che dire dell’ermetismo di Ungaretti? Quello si che era un poeta ottimista! Dinanzi alle macerie del primo grande conflitto mondiale, vide spuntare l’alba... e che cosa gli frullo nel cervello? Per nulla di esclamare “che grandissimo casino”! Eh, no mica per niente egli all’alba di quella tristissima giornata con i suoi commilitoni che lo saldavano con l’occhio da morto e lui atterrito di fronte a codesta scena da film dell’orrore cosa cavolo esclamò? “M’illumino d’immenso”! Ma dico, ma ah Ungaretti, ma de che ti vuoi illuminare?! Più che illuminato tu mi appari fulminato! Ma scherziamo?!

La poesia non è unicamente il simbolismo del poeta maledetto per eccellenza, Baudelaire che pur rimanendo unico nel suo genere ha immerso le sue  liriche in un oceano di malinconia... ”L’Albatros “, stupenda poesia per carità nulla da dire, se no che sembra quasi di vedere l'introspettiva del film "La Burla diverrà il Mobbing"... Povero Albatros! Goffo, deriso e sofferente! Ci credi che i ragazzi si annoiano! E meno male che non si deprimono!

Il consiglio che mi piacerebbe dare a i nostri ragazzi è: fate poesia, in questo mondo c’è bisogno di poesia; vedete miei cari, la poesia  va percepita attraverso gli occhi della gioia, ma anche del dolore, essa può divenire un modo per buttare fuori e aprirsi al mondo... Lo stesso Kant asseriva: “Non bisogna insegnare pensieri ma insegnare a pensare”.

Perciò miei cari, trasmettiamola ai nostri figli, facciamo loro amare la poesia. La poesia è allegria, felicità,  letizia gioia di vivere, ella è peraltro l’indispensabile strumento astratto o reale  che fin dall’era arcaica vuole esprimere le emozioni più nobili dell’uomo anche, perché no? La scherzosa poesia dal titolo “Seguente la Santa Pasqua", così per riderci su tutti insieme o farci rivivere gli odori, i sapori, le emozioni nella reminiscenza de “Il Borgo antico”.

In conclusione, come recitava il grande “Benigni”, «E non cercate la novità... la novità è la cosa più vecchia che ci sia!». Per cui tutti assieme facciamo Poesia.

Maria Rosa Rosato

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