Centro Color: iscrizioni aperte ai corsi d'arte

acrilico

Con inizio gennaio 2018, al Centro Color di Trento (Via dei Paradisi, 7) sono aperte le iscrizioni ai corsi d'arte.

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La prospettiva Nevskij

Nevskij

La prospettiva Nevskij è il Cammino

lungo è il viale tortuoso della vita

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‘RidenDro & ScherzanDro’, cabaret a Dro.

Francesco Raffaeli

Nuova edizione di "Ridendro&Scherzandro", festival di cabaret in programma 

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Siamo nel silenzio

tuono

Siamo il rombo nero nel silenzio
siamo l’esile quiete nel contempo 

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Maurizio Boscheri, l'atelier dell'Arte

Maurizio Boscheri nasce a Mezzolombardo di Trento il 5 maggio 1955.

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E in lei brilla la poesia

luce

E poi c'è chi nel mondo splende

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Mostra d'Arte a Trento

Gotthard

Il Centro Color è lieto di invitarVi all’inagurazione della Mostra

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Arte, Natura e Moda - Maurizio Boscheri in Pakistan

Pakistan

Torna in Pakistan per la quarta volta Maurizio Boscheri, con parecchi eventi, curati da Mario Liberali.

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Poesia: giornata Internazionale

Giornata

Nel 1999 l’Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) indice la giornata internazionale della poesia.

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È primavera!

Franco Battiato

Cari lettori, oggi è il 21 marzo e finalmente ci troviamo, dopo il tanto freddo dei mesi invernali, 

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A Mimmo: immeritatamente

Pulcinella

“Non capita tutti i giorni che ti venga dedicato una poesia, non ne abbiano a male i nostri lettori,

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I piccioncini di San Valentino

amore

Una leggenda riguardo a San. Valentino ci narra

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Cielo di marzo

nata

Sono nata sotto il cielo di marzo
dove tempo, dicono, sia pazzo

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Doppio appuntamento alla Biblioteca comunale di Mori

fantascienza

Con giovedì 12 gennaio prendono il via un ciclo di tre conferenze di divulgazione scientifica,

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MICHELA PEDRON exhibition in Tokyo

Michela Pedron exhibition in Tokyo
FROM
ITALY
WITH
ART

 

MICHELA PEDRON
 
Solo exhibition in Tokyo 
March 2016
 

 

 

TESTIMONE DI CONTEMPORANEA

L’osservatore privo di una benché minima in­formazione che casualmente si trovi a tu per tu con l’opera di Michela Pedron fin da subito intuisce le due coordinate fondamentali che la connotano: che si tratta del lavoro di un’artista donna e che ci si trova al cospetto di un’analisi, spesso ironica, altre volte graffiante, in alcuni passaggi addirittura crudele, della società e del­la cultura del Secondo Millennio. La dimensione marcatamente femminile della sua poetica è ev­idente: non si tratta però di una lettura femminis­ta dell’arte. È un modo di descrivere un contesto ancora diffusamente discriminatorio utilizzando gli strumenti di una sensibilità che, partendo dalla sfera personale e intima dell’artista, non si limita alla rivendicazione di un ruolo, ma ambisce ad una reale affermazione di un’identità di genere.

Il lavoro di Michela Pedron si caratterizza per il suo spiccato senso “seriale”, procede infatti per cicli produttivi mediante i quali raggiunge una dimensione di totale registrazione della re­altà contemporanea. È qui che entra in gioco il ruolo dell’artista che in questo caso svolge la funzione di testimone del suo tempo: Michela Pedron è sicuramente in grado di sintonizzarsi con il mondo. Nelle sue opere sfila una parata di icone contemporanee composta da elementi glamour, optical e new-new pop che si ispirano direttamente all’immaginario della generazione cresciuta con le riviste patinate alla Cosmopoli­tan e con l’emancipazione femminile alla Sex and the city e ora diventata adulta. Vi sono in­oltre una serie di “elementi disturbatori”, ricon­ducibili all’estetica del kitsch e ad una visione che trasforma la realtà in prodotto e viceversa e non tralascia alcuni legami con l’estetica multi­mediale: bicchieri di Pepsi cola, loghi e marche in bella vista, pupazzetti di Hello Kitty, super eroi americani, inserti di peluches, piume e oggetti di plastica raccolti dal quotidiano e volontariamente decontestualizzati e posti in dialogo fra loro. Tut­to questo con una stretta e spesso irriverente connessione con la grande tradizione dell’arte italiana: emergono così, come riaffiorassero dal subconscio dell’artista, statuette del David di Michelangelo, gondole veneziane, decorazioni mosaicate e altre icone del Bel Paese shakerate però all’interno del calderone contemporaneo.

Non manca, nell’opera di Michela Pedron, la ricerca del “bello” in senso classico: l’esecuzione, anche delle opere più ironiche o kitch, è tecnica­mente impeccabile, caratterizzata nei dipinti da una stesura pittorica che rispetta e rassicura lo sguardo, e la delicatezza dei temi affrontati. Questa emerge in maniera particolare nei ri­tratti (spesso autoritratti), che si trovano isolati all’interno di un contesto a decorazioni bidimen­sionali. Anche nella serie delle Farfalle, simbolo di bellezza per antonomasia, possiamo cogliere con chiarezza questa ricerca. Ma ecco che, sof­fermandosi con attenzione maggiore, l’iniziale senso di appagamento estetico lascia spazio allo sgomento. Apprendiamo infatti che l’artista ha utilizzato come pigmento, accanto alla grafite e all’inchiostro, il proprio sangue per dipingere le farfalle. Questo scivolamento, il passaggio dalla meraviglia al disgusto, dall’interesse alla ripul­sa, è il procedimento che sottende l’intera attiv­ità dell’artista. Le opere di Michela Pedron sono infatti spesso caratterizzate da un’evidente “du­alità” che destabilizza l’osservatore attento. Uti­lizza il rosa, ma lo accosta al nero, dialoga con l’arte del passato offrendoci soggetti conosciuti, ma lo fa dissacrandoli: un David dalle unghie laccate oppure un torso “alla greca” con un piercing al capezzolo. Medesimo discorso vale per il palco di cervo dipinto con colori sgargianti, volutamente brutali negli accostamenti, come brutale è quel tipo di esibizione della morte. Il confine tra bello e brutto diventa così labile, metaforicamente assimilabile ad ogni confine estetico, politico e sociale nel mondo della globalizzazione ormai pienamente realizzata.

Ed è percorrendo questa strada che un’artista italiana può inviare una metaforica cartolina in Giappone, scrivendo “From Italy with Art” come dedica: fa tutto parte della stessa dissacratoria visione del mondo e delle cose dell’arte. Le icone dei due paesi si avvicinano, si contaminano, di­alogano ed implodono. Le barriere non esistono più, né linguistiche né estetiche né culturali.

 

Gabriele Lorenzoni

  

 

  

MICHELA PEDRON:

A CONTEMPORARY WITNESS

The viewer who casually gets to see Michela Pedron’s art with no information on it immedi­ately understands the two basic coordinates characterising it: that it is a woman artist’s work and that it is an analysis often ironic, sometimes scathing, from time to time even cruel, of the XXI century society and culture. The markedly female dimension of her idea of art is clear, yet it is not a feminist interpretation of it. It is rather a way to convey a context, which is still diffusely discriminatory, using the instruments of a per­ception that, starting from the personal and deep point of view, aims at a real statement of the gen­der identity and not only at the claim for a role.

Michela Pedron’s creative work is characterized by a marked “serial” sense, as it evolves with production series that get to capture the whole contemporary world. This is the role of the art­ist that is a witness to the times and Michela Pedron is able to harmonize with the world: her artworks are a parade of contemporary icons made up of glamour, optical, new-new pop el­ements, drawing heavily on the collective im­agination of the generation that grew up with glossy magazines such as Cosmopolitan and the Sex and the City’s female emancipation and now has become of age. There are also a num­ber of “disturbance elements” ascribable to the kitsch aesthetics, to the world view that changes reality into products and products into reality, and connections with the multimedia conceptual art: Pepsi Cola’s glasses, logotypes and brands displayed prominently, Hello Kitty dolls, Ameri­ can Superheroes, plush inserts, feathers and plastic things from everyday life that are delib­erately taken out of their context and arranged in an interacting way. In addition to this, there is also a strong and often irreverent bond with the great tradition of the Italian art: small stat­ues of Michelangelo’s David, Venetian gondo­las, mosaic decorations and other Italian icons emerge from the artist’s subconscious and are blended in the contemporary melting pot.

Michela Pedron’s art doesn’t lack the search for beauty in the traditional sense: it is evident in the refinement of the themes and in the execution, even in her most ironic and kitsch works, which is technically flawless and characterized by a respectful and reassuring method of applying the colour. This search for beauty emerges par­ticularly in the portraits (quit often self-portraits) that are isolated in a context of two-dimensional decorations. Even in the series of Butterflies, quintessential symbol of beauty, this search is immediately clear. But paying more attention, the initial sense of aesthetic fulfilment gives way to dismay: we learn that, together with lead and ink, the artist has used her own blood as a pig­ment for the butterflies. This gliding from marvel to disgust, from interest to repulsion is the pro­cedure that entails the whole activity of the artist.

Michela Pedron’s creative work is often marked by a clear “duality” that can shock the careful viewer. She uses the pink but matched with the black, she talks to the past art offering us well-known subjects but desecrating them: a David with polished nails, a Greek torso with a pierced nipple. Similarly she paints an ant­ler rack with gaudy colours, deliberately vio­lent in the combination, as brutal as the display of death. The line between beauty and ugly gets blurred, it can be metaphorically assimi­lated to any aesthetic, political and social line in the world of the fully realised globalisation.

Along this road the Italian artist could send an imaginary postcard to Japan writing “from Italy with Art”: everything belongs to the same desecrating view of the world and to the art things. The icons of the two coun­tries get closer, they contaminate each other, communicate and implode. Linguistic, aes­thetic, cultural barriers don’t exist anymore.

 

Gabriele Lorenzoni

 

 

www.michelapedron.com

Trento: personale di Marco Filippone

disegni

Oggi vi presento un mio caro amico, in questi giorni incontra il pubblico presso il circolo Acli a Gardolo di Trento.

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Roma: statue coperte una scelta scellerata

Iran

A questo punto ci vorrebbe la mitica esclamazione del noto " cabarettista " prestato al giornalismo televisivo,

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Salone Lui&Lei, «i prezzi più bassi del Web»

Salone Lui&Lei, «i prezzi più bassi del Web»

È dal 1964 e da Parigi (ça va sans dire) che si conosce il marchio di lusso per la cura dei capelli “Kérastase”.

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Impara l’arte e mettila da parte

dante

”… Che l’arte vostra quella, quanto pote, segue, come ‘l maestro fa ‘l discente; sì che vostr’arte a Dio quasi è nepote. “. Dante

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Gabriele Cirilli da "Eccezionale Veramente" a piazza della Repubblica a Dro

Dro

Il sabato di RidenDro e ScherzanDro è affidato alla travolgente simpatia di Gabriele Cirilli, reduce dalla prima edizione del talent comico di La 7.

Dro (TN), 22 giugno 2016- Dopo aver tenuto a battesimo i tantissimi comici che si sono esibiti sul palco del nuovo talent comico di La 7 "Eccezionale Veramente", non poteva esserci testimonial più adatto del grande Gabriele Cirilli per rallegrare la terza serata di RidenDro&ScherzanDro, Festival Nazionale di Cabaret, in programma dal 14 al 17 luglio in Piazza della Repubblica a Dro.

Cirilli, famosissimo per i suoi divertentissimi personaggi - uno su tutti Kruska con il suo tormentone "Chi è Tatiana?" - e per le sue esilaranti imitazioni a "Tale&Quale Show", torna a Dro a soli due anni di distanza dalla performance del 2014 dove gli organizzatori avevano registrato fin da subito un tutto esaurito.

L'appuntamento è per sabato 16 luglio, al termine della terza e ultima semifinale tra cabarettisti emergenti, dove si sfideranno - a colpi di due manche di 7 minuti ciascuna -Valentina Paoletti di Viterbo, attrice attiva da oltre 10 anni e attualmente impegnata nella trasmissione radiofonica di Radio 2 condotta da Lillo&Greg;Davide D'Urso di Torino, giovanissimo prestidigitatore e comico che si è guadagnato la finale di Eccezionale Veramente,e Daniele Gattano di Verbania, attore teatrale attivo dal 2007 e vincitore del Premio Lunarte 2012 e del Gran Prix del Teatro 2015, sia per la sezione teatro che per quella cabaret, tutti selezionati in questi mesi dal direttore artistico Lucio Gardin.

Come consueto, al termine delle due manche, giuria popolare e giuria di qualità dovranno decretare il primo classificato che, insieme al miglior secondo delle tre serate, avrà accesso alla finale di domenica. Il momento musicale vedrà invece tornare sul palco del Festival il simpatico tenore Valerio Manzana per preparare il pubblico all'atteso spettacolo di Cirilli.

Il comico abruzzese, diventato famoso grazie ai divertenti personaggi proposti a Zelig, intratterrà il pubblico con i suoi racconti di vita vissuta, zigzagando tra le situazioni e gli accenti più diversi. Da “Chi è Tatiana?” in poi, Gabriele Cirilli ha saputo sfornare un tormentone dietro l’altro, sempre in grado di coinvolgere attivamente il pubblico in spettacoli ad alto tasso di divertimento: a Kruska, l’amica di Tatiana, è seguito il suo ragazzo, ovvero il palestrato Ninetto – talmente gonfio da non riuscire nemmeno a spingere il carrello della spesa – ma anche lo stesso Gabriele, che guarda con ironica nostalgia al passato e ripete incessantemente che “vuole tornare bambino”.

Una simpatia scoppiettante e una grandissima verve, frutto di anni di studio e di impegno, che lo hanno visto iniziare sotto la direzione del mitico Gigi Proietti e costruirsi in seguito un curriculum vitae di tutto rispetto. Non solo programmi Tv, ma anche fiction – una su tutte, nel 2009, “Un Medico in Famiglia” – e tanto teatro, fino al cinema, con la partecipazione ad alcuni film a fianco di attori del calibro di Paolo Villaggio.

"Un altro grande nome che conferma la qualità che anche quest'anno avrà la manifestazione - ha dichiarato Maurizio Bonani, presidente del Comitato Carnevale composto anche da Renato Tavernini, Sergio Matteotti, Francesco Raffaeli e Giorgio Angeli. Siamo certi che il pubblico sarà entusiasta di questo grande ritorno viste le incessanti risate che si sono susseguite in platea nel 2014".

Il posto a sedere in piazza ha un costo di 3 euro. Per ulteriori informazioni e per rimanere aggiornati sul calendario ufficiale delle esibizioni, consultare il sito ufficiale www.ridendroescherzandro.ite la pagina Facebook.

SCHEDE CONCORRENTI

Valentina Paoletti, classe 1980, attualmente lavora nella trasmissione di Radio2 condotta da Lillo e Greg. Dopo il diploma di attrice conseguito presso l'accademia di arte drammatica "Pietro Schiaroff" di Roma e diversi precedenti stage teatrali, dal 2005 accumula moltissime esperienze come attrice tv - per citarne alcune, nel programma "La Settima Dimensione" di La7, in "Suonare Stella" su Rai 2, nella fiction "Moglie a Pezzi" di Canale 5, nella sitcom "Squadra molto speciale" di Italia 1 - ma anche come attrice di teatro e come conduttrice radiofonica. Nel 2006/2007 si aggiudica il primo posto al concorso "Cabaret in Rosa".

 

Davide D'Ursoè un giovane comico torinese che si esibisce fin dall'età di 14 anni. Dal 2011 al 2014 studia prestidigitazione e teatro al Circolo Amici della Magia di Torino, nel 2012 interpreta l'Enfante Profige nello spettacolo di Arturo Brachetti e nel 2015 approfondisce le sue capacità studiando ancora recitazione con la Fondazione Teatro Nuovo di Torino. Reduce dalla partecipazione al programma Eccezionale Veramente, dove ha guadagnato la finale, nel 2014 ha partecipato a Metropolis (Comedy Central) e tra il 2014 e il 2015 a diversi spettacoli teatrali. Nel 2013 ha vinto il "Campionato di Street Magic" di Chamois in Valle d'Aosta.


Daniele Gattano, classe 1987, si è formato prima alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Genova e successivamente a quella di Bologna Alessandra Galante Garrone. Dal 2007 è attivo a teatro con diversi spettacoli - da L'Avaro" e "La burla del cadavere ambulante" di A.Marchetti ad "Abrakadabra" di A. Maggi, dal "Teatro Italiano Prossimo" di G. Tesauri a "Pinoccio" di M. Cavicchioli fino a "Le scoperte geografiche" di V.Franchi - e nel 2014 e nel 2015 prende parte allo Zelig Lab on the road Roma.

Nel curriculum conta anche un'esperienza su Radio 2 nel 2015 con "Non è un paese per giovani" e tre premi: nel 2012 il Premio Lunarte e nel 2015 il Gran Prix del Teatro, ottenendo sia il primo premio teatro che il primo premio sezione cabaret.

 

UFFICIO STAMPA

Tel. 393 9994515


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COMITATO CARNEVALE DRO

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Igienicamente parlando, bidet

Inghilterra

“Oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra” così venne definito dai funzionari sabaudi, atti nel redigere l’inventario degli oggetti che si trovavano all’interno della Reggia di Caserta.

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