La fiaba della prima campagna elettorale del mondo

La fiaba della prima campagna elettorale del mondo

...e di come ancora adesso le parole delle foglie fanno fatica a farsi ascoltare.

Nell'Isola del Mondo, terra di pace e di bellezza nel grande Mare della Vita , ci si svegliava e ci si addormentava al Canto del Silenzio, dove solo la natura parlava... Allora infatti - tanti “allora” fa, dopo che il Genio dell'Urlo, figlio del Dio del Tuono se ne era dovuto andare dall'Isola – si conoscevano le parole delle foglie e anche quelle delle foglioline... L'alfabeto era formato dal loro fruscio tra le mani del vento o dal saltellante gioco della pioggia...

E le vocali e le consonanti avevano dentro un piccolo verso di animale... E ci si capiva con facilità, mentre prima anche un filo d'erba doveva urlare per farsi sentire e le cicale venivano prese in giro perché troppo delicate... Ma erano passati mille anni e, secondo la profezia, il Genio dell'Urlo, magari travestito da Urlino per non far paura, poteva tornare se... Poteva tornare se un suo agente segreto, l'Uccello Gracchione, riusciva a convincere la piccola gente dell'Isola dell'importanza dell'Urlo.

«Come sono deboli le parole delle foglie, non servono a niente», gracchiava con voce tonante all'assemblea di tutti gli esseri. «Fate tornare il Genio dell'Urlo - insisteva -, perché solo lui, figlio del Padre Tuono, ha la forza e l'intelligenza di dirvi quali sono le cose importanti della vita...». E mentre parlava, suonava queste parole su di un tamburo imperioso e solenne fatto di dura e coriacea pergamena...

Oppure su di un tamburello, quando faceva finta di essere un dolce Urlino... La piccola gente discusse molto in questa che forse fu la prima “campagna elettorale” del mondo... L'Uccello Gracchione sembrava potente, convincente, anche perché aveva dalla sua quasi tutti gli uccelli maschi dell'isola. E per vincere fece anche scoppiare e udire le parole del temporale...

Ma allora, un po' dopo i tanti lampi e tuoni, il Canto del Silenzio, che non conosceva la parla “vincere”, dipinse nel cielo un arcobaleno,
amico di tutte le foglie... e anche di tutti i tamburi, quelli non prepotenti... Scegliere “parole di tuono” o invece “parole di foglie”? Dovete sapere che allora, tanti “allora” fa, si usava scrivere e disegnare sulla sabbia e solo le bambine e i bambini di quel tempo lontano, ma anche quelle e quelli dei nostri giorni sanno, quando vanno al mare, raccontarci ancora questa storia e come va a finire... Perché in quel tempo del “c'era una volta”, come ancora adesso, non solo le foglie ma anche le foglioline hanno qualcosa da dire, da suggerire, da insegnarci...

Mario Bolognese

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