AGIRE: “Ma l’ha vista la storpiabilità stradale a Comano Terme?”

cittadini

Se a qualcuno capitasse di passare per Ponte Arche (Comano Terme) sicuramente capirebbe che a 

questo mondo non ci si sorprende mai degli abissi della psiche umana.

Le ultime manovre di modificazione della viabilità, infatti, stanno causando vari disagi fra cui un consistente aumento del traffico; e la cittadinanza si sta chiedendo quali siano le reali motivazioni di tanto dinamismo a livello pubblico durante un periodo di flusso turistico, in una zona centrale delle Valli Giudicarie peraltro.

Andando per ordine, e solo per citarne alcuni, si possono notare subito all’entrata di Ponte Arche  i lavori inVia Lungo Sarca, per poi proseguire verso il centro dove si sta realizzando la nuova rotatoria davanti al Municipio; e fra un lavoro pubblico di qui e un lavoro pubblico di là, tra pochissimi giorni (e per l’esattezza, l’1 luglio 2017) ritornerà il senso unico intorno alla conca termale, che l’anno scorso causò la protesta di alcuni commercianti della zona di Piazza Mercato. Tutte idee per combattere l’aumento del traffico, ma che al momento stanno proprio peggiorando il problema che si voleva risolvere.

Che senso ha modificare drasticamente un comune di 3.000 abitanti, in una zona centrale e durante i periodi in cui arrivano i turisti che tanto diciamo di amare? Sicuramente la nuova rotatoria (che costerà ben 700 mila euro dei soldi dei contribuenti) è partita con le migliori intenzioni, ma non troviamo che sia giusto che siano gli automobilisti e i pedoni a dover pagare la lentezza della macchina pubblica dovuta soprattutto agli ingranaggi arrugginiti della burocrazia. Inoltre sul famigerato senso unico si è utilizzato sempre lo stesso metodo che abbiamo già visto con la Circonvallazione di Agrone, con i biodigestori e con l’imposta di soggiornola politica non ascolta i cittadini, i politici non rispettano i propri datori di lavoro che sono per l’appunto gli elettori.

E non è neanche possibile tralasciare il discorso del Ponte dei Servi: ci è stata segnalata l’apposizione di un cartello il quale prevede che i camion pesanti (oltre le 24 tonnellate) debbano semplicemente distanziarsi nel momento in cui viaggiano nello stesso senso di marcia, ma quando in quel tratto invece si incontrano due camion provenienti da sensi opposti la situazione non si può risolvere magicamente da sola, perché infatti quando accadono cose di questo genere bisogna chiedere molta pazienza agli automobilisti che devono attendere e mettersi nelle mani dei camionisti.

Dopo tutti gli incidenti che abbiamo visto in questi mesi in alcuni cavalcavia e ponti (proprio giorni fa ne è ceduto uno in Val Genova) ci si augura che chi di dovere abbia preso a cuore la sicurezza dei cittadini, anche per quanto concerne il senso unico nella conca termale di Ponte Arche che in passato ha già rischiato di causare degli incidenti.

Oltretutto ci chiediamo come mai il consigliere provinciale Mario Tonina (Upt) non dica nulla in proposito a quello che sta accadendo, nella sua zona per giunta, sulla viabilità (anzi “storpiabilità”) di Ponte Arche.

Eppure durante il referendum costituzionale del 2016 abbiamo visto un grande attivismo da parte dell’unico consigliere giudicariese; forse avrà preso altre strade per far campagna a Matteo Renzi e a una riforma costituzionale che avrebbe ucciso la nostra autonomia, o magari sta seguendo il trend dei suoi predecessori consiglieri giudicariesi di centro-sinistra: prima vengono gli accordi di maggioranza per non far arrabbiare il Partito Democratico e il Patt, poi gli interessi dei cittadini.

Ci auguriamo che i lavori si concludano nel più breve tempo possibile e che almeno l’amministrazione comunale ascolti i propri residenti.
 
 
AGIRE per il Trentino
Coordinamento delle Giudicarie

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