Agire: ospedale di Arco, dubbi sul potenziamento del PMA

PMA

Per l’ospedale di Arco pare non esserci mai pace ed il depotenziamento della struttura prosegue senza sosta: 

dopo la chiusura del  punto nascite (con le note ripercussioni anche sulla gestione del Pronto Soccorso di Arco, ove i pazienti spesso restano nei corridoi in attesa di esser trasferiti), il  ridimensionamento delle guardie mediche, per ultimo ora anche i timori per le annunciati tagli per il settore della riabilitazione (unità operativa di rieducazione funzionale).

E’ opinione diffusa di cittadini, comitati, rappresentanti politici, che la chiusura del punto nascite di Arco, sia stata un errore poiché non si è tenuto conto di aspetti fondamentali e di peculiarità del territorio, quali l’effettivo numero dei parti (includendo anche il bacino d’utenza di Tione), le distanze, nonché la pessima viabilità della strada statale che conduce all’ospedale di Rovereto, ove sono state trasferite parte delle professionalità mediche prima disponibili ad Arco.

A fronte di tali depotenziamenti del nosocomio arcense voluti dalla Provincia, ora i Media danno notizia che la procreazione medicalmente assistita (PMA) sarà potenziata con unfinanziamento di 500mila euro da parte dell’Azienda Sanitaria, per l’ampliamento ed adeguamento degli spazi, nonché relativi rimborsi per gli assisiti che ne avranno titolo.

Inoltre, si apprende che pure tale competenza “multizonale” provinciale offrirà rimborsi anche a fronte di requisiti poco stringenti: considerato che non sarà necessario aver maturato il requisito dei tre anni di residenza, una qualunque coppia (buona parte, magari extra-comunitaria) appena prenderà la residenza in trentino, potrà beneficiare di rimborsi per fecondazioni assistite, i cui costi, è bene ricordarlo, sono tutti superiori al migliaio di euro.

L’assurdo in tale vicenda, conseguente alla chiusura del punto nascita di Arco, sta infatti al termine della gestazione, accumunando così la sorte avversa che potrebbe toccare ad un nascituro nel Bassosarca, sia esso concepito naturalmente, che attraverso procreazione medicalmente assistita (PMA).

In sintesi, pare assurdo avere un reparto di eccellenza, fiore all’occhiello per le fasi del concepimento, se poi non si riesce a dare garanzie di un’adeguata assistenza al momento della nascita.

In una cittadina storicamente famosa per la sua vocazione sanitaria, dove un tempo la gente andava per curarsi nei numerosi sanatori della zona, anche l’unico ospedale del Bassosarca ha ormai perso gran parte delle sue funzionalità e fa emergere una precisa responsabilità dei Dirigenti pubblici ai vertici dell’Azienda ospedaliera, dimostrando la loro impreparazione ed inadeguatezza nella programmazione, gestione e monitoraggio dei servizi, mansioni per le quali peraltro vengono ben pagati.

Agire per il Trentino farà il possibile per rimanere a fianco dei cittadini ed ai loro bisogni, avvalendosi dell’efficace azione del proprio “Coordinamento Alto Garda” per tener sempre viva l’attenzione.

AGIRE PER IL TRENTINO

Coordinamento Alto Garda

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