Caso Baratter, Agire: «Il re è nudo!… E indossa il loden.»

Baratter

E bravo Baratter, un nome un destino.” Inizia così la nota di Agire per il Trentino

firmata da Sandro Bordignon e Sergio Manuel Binelli.

I Romani utilizzavano la locuzione “Nomen omen”, per la Treccani il “baratto” è uno scambio fra due contraenti che si impegnano a reciproci obblighi o cessioni; in senso più ampio, il termine è talora usato con connotazione per lo più fortemente polemica, a proposito di accordi politici che sacrificano popolazioni e gruppi etnici o che comunque trattano come merci di scambio beni ideali.

Bravo il nostro (vostro) Baratter, prima scappa dal processo utilizzando una norma di quell’ordinamento italiano che tanto disdegna a parole, ma che tanto pare apprezzare nei fatti, e dopo rivendica la propria innocenza.

Qualcuno dovrebbe ricordare a quel sant’uomo (Panizza ne propone la beatificazione, santo subito!) le sue stesse parole: all’inizio di questa incresciosa vicenda, il Baratter aveva arrogantemente affermato che l’accordo elettorale non era penalmente rilevante, e che, disse, “in molti dovranno chiedermi scusa”.

Proseguiva poi invitando “chi si è improvvisato investigatore, giudice e boia, a maggiore rispetto delle persone, oltre che delle istituzioni.

Un rispetto che dovrebbe indurla a dimettersi, se non per vergogna (evidentemente carente), quantomeno per ridare dignità ad un organismo importante, forse scambiato per il circolo dei furbetti del quartierino, mentre invece è la più alta assemblea rappresentativa della nostra Autonomia, quella stessa Autonomia che lei a“ciàcere” difende e nei fatti umilia.

Aver rispetto delle istituzioni! Bravo consiglier Baratter, rispetto per le istituzioni, tra le quali vi è anche quel Consiglio provinciale, di cui Lei fa parte.

Il Baratter voleva “innovare” il Trentino e, per la verità, una novità l’ha portata: è il primo politico della storia trentina ad essere “beccato” per voto di scambio, reato tipico delle regioni dove spadroneggia la mafia.

Territori che, evidentemente, sono presi ad esempio dal nostro progressista in loden.

Ma a ben guardare non è l’unica novità, altro comportamento “innovativo” per la politica trentina è quello di sfuggire al processo.

Baratter ha infatti chiesto ed ottenuto la “messa alla prova con affidamento ai servizi sociali”, una sorta di “rieducazione preventiva” che fa evitare il processo (e quindi la condanna), ed in caso di esito positivo della prova estingue il reato.

Furbizia processuale degna del più scaltro degli imputati, stranamente utilizzata soltanto dal politico in carriera, mentre i due Schützen, abbandonati dal coraggioso Baratter, vengono condannati a 5 mesi di reclusione!

Furbizia che consente a capitan Baratter di fuggire dalla nave prima del naufragio annunciato, e tra qualche mese neppure risulterà nella fedina penale.

Ma soprattutto, potrà mantenere lo scranno in Consiglio, con connesso stipendio e indennità di fine mandato, e ricandidarsi alle prossime elezioni dalle quali sarebbe stato escluso a causa della condanna.

Fortunatamente, per farci capire meglio, interviene l’immancabile senatore Panizza.

Sì proprio lui, il politico di caratura internazionale, volato di recente alla cerimonia di insediamento di Donald Trump.

Il senator Panizza ci insegna che la condanna non centra con Baratter, che è uscito verginello dal processo e la condanna riguarda gli altri due (manco li nomina!)… schifati anche dall’illustre senatore-maestro di vita.

Strana “morale” quella dell’indefesso senatore, secondo la quale se tre uomini commettono un reato, vanno condannati tutti fuorché quelli che sono consiglieri provinciali del PATT, per questi ultimi esiste un lasciapassare, un tesserino di impunità, una patente di irresponsabilità dalle azioni.

Ecco che torna il peggio della politica, anche nel nostro Trentino che speravamo immune: loro, i politici, possono qualsiasi cosa.

E nella peggiore delle ipotesi, interverrà Ugo il Presidente ad insegnarci che, il distratto Baratter, non aveva capito, è stata una leggerezza, una grossolana ingenuità, un malinteso senso delle regole della buona politica.

Insomma, en brao putél che ha fatto una bambinata perché è un povero ingenuo (per la verità i trenini userebbero un altro termine)!

No, caro Presidente.

Non si tratta di ingenuità ma di arroganza ed inadeguatezza.

L’arroganza del prepotente che si sente spalleggiato dal potere e l’inadeguatezza di chi non ha capito, e continua a non capire, che il “mandato” del politico serve per fare gli interessi della sua gente e della sua terra, non per violare le regole e confabulare in patti segreti per trarne vantaggi personali.

Grazie a voi, autonomisti da salotto e talvolta da viaggio premio “en America”, grazie a voi oggi anche il Trentino sarà rubricato tra le regioni ove è in uso il voto di scambio.

Bravo Baratter, bravissimo Panizza, ancor meglio Ugo Rossi: avete distrutto l’ultima qualità che ancora veniva riconosciuta ai trentini, quella di essere gente onesta e affidabile.

Finalmente potrete partecipare agli incontri romani vantando le credenziali di tutti gli altri italici partiti; finalmente anche voi del PATT verrete trattati per quello che siete… casta.

Magari in lederhosen, ma sempre casta.

Il re è nudo!… E indossa il loden.


Sandro Bordignon - Sergio Manuel Binelli

Agire per il Trentino

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