Pace in pericolo

Pace

L’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti è stata accompagnata da una serie di polemiche infinite, 

dal momento che Trump è sempre stato noto per il suo oltranzismo, per il razzismo, l’arroganza e l’antifemminismo.

Inoltre, smaccatamente è esponente delle sole classi imprenditoriali americane, infischiandosene ampiamente dei meno fortunati.

In coincidenza con questa elezione, che a molti è sembrata strana, visto che in valore assoluto ha preso meno voti della Clinton, si sono verificate negli Stati Uniti una serie numerosa di manifestazioni anti presidente, quali mai ci sono state nel paese.

Oltretutto Trump ha dimostrato con i fatti che i suoi proclami elettorali non erano vuote esternazioni pubblicitarie, ma intenti veri e propri; infatti ha cominciato subito a mettere mano allo smantellamento delle realizzazioni di Barack Obama, a cominciare dalla timida riforma sanitaria (vorrei proprio vedere le facce dei molti non abbienti che gli hanno dato il voto, nel momento in cui avranno bisogno di cure o ricoveri ospedalieri).

Altra iniziativa dirompente, l’annullamento dei visti alle persone islamiche provenienti da sette paesi considerati fonti di terroristi.

E qui c’è stato il fini mondo: in America vivono moltissimi Islamici, integrati nella società americana e tanti nati lì; inoltre vi è tanto personale altamente qualificato, straniero e di fede islamica e sarebbe quindi dirompente sulla società statunitense la cacciata di queste persone.

Ovviamente questo atteggiamento ha inasprito molto i rapporti degli States con questi paesi “pericolosi”.

Piccola chicca: fra i paesi “canaglia”  non sono compresi né l’Arabia Saudita, né l’Egitto, né la Turchia…

Sicuramente almeno “canaglie” come i sette di cui sopra, con un rispetto dei diritti umani vicino a zero, ma, guarda caso, partner commerciali importanti  del buon Donald.

Proprio la decisione di bloccare le persone provenienti da quei sette stati, perché musulmane, ha scatenato reazioni anche violente in tanti americani e le proteste si succedono senza tregua.

Altra bella decisione “Trumpesca”, imporre dazi doganali salati sui prodotti cinesi, per proteggere le merci americane…

Bella pensata, se non fosse per il fatto che anche la Cina importa tantissimo e le sue importazioni aumentano sempre di più; e inoltre la Cina possiede una grande fetta del debito pubblico americano…

Ma Mc Donald Trump non si è fermato qui: ha cominciato a fare proclami di fuoco contro l’Iran, con cui faticosamente Obama era riuscito a riallacciare i rapporti…

Conseguenza: manifestazioni anti USA in Iran, con bandiere americane bruciate.

Altre prese di posizioni “muscolari” le ha avute contro la Corea del Nord, che è uno stato da prendere con le molle e che dispone di armamenti nucleari.

In compenso, si è sviluppato un amore viscerale nei confronti della Russia di Putin, il quale, guarda caso, non è più il grande nemico, il capo dei “ comunisti” (una parola ormai priva di significato) e questo cozza con le convinzioni di tanti americani.

Insomma, il neo presidente ce la sta mettendo tutta per destabilizzare l’ordine mondiale, per ridare alla America il ruolo di gendarme del pianeta, e non vede, accecato dalla pienezza di sé, il grave pericolo in cui sta mettendo la sua stessa patria.

E’ di pochi giorni fa la notizia del lancio di un vettore balistico nord coreano con una gittata di 1500 km.

E non è poco!

Ma non è finita qui: ha incontrato il leader israeliano, col quale ha convenuto che, in fondo, non ci sta tanta differenza fra avere uno stato ebraico ed uno palestinese, oppure averne solo uno…

Insomma, costui, da poco tempo al comando della nazione più potente della terra, sta mettendo le basi per un inasprimento generale di tanti rapporti internazionali e, non credo di esagerare, se non sarà fermato, rischia di scatenare una guerra nucleare.

Almeno però vi è qualche segnale incoraggiante: il suo governo perde quotidianamente pezzi e tanti repubblicani gli stanno voltando le spalle.

Potrebbe quindi rinsavire oppure andare incontro ad un “impeachment”, come capitò a Nixon.

E si sta trovando contro tanti giudici, che gli hanno bocciato il provvedimento assurdo di blocco degli stranieri, cosa che lo ha fatto imbestialire.

Come andrà a finire non lo sa nessuno, perché costui ha la testa dura e non ragiona, ebbro del suo potere.

Certo che gli americani hanno fatto la scelta peggiore e si potrebbero trovare nella condizione di doversene pentire…

Speriamo solo loro!

Biagio Ciardiello

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