La Lega Nord su i profughi di Marco

Lega Nord Rovereto
ROVERETO - «Profughi permanenti a Marco. Il centro sinistra autonomista senza coerenza».
“Il centro di accoglienza dei profughi di Marco sarà restituito entro l'autunno all'uso esclusivo della Protezione Civile". Questo l’annuncio (27 luglio 2014) del presidente della Provincia Ugo Rossi che dettava i tempi dell'operazione e bacchettava sull'onda dell’emotività per la vicenda della giovane mamma di Marco, alcuni cittadini e amministratori con esplicito riferimento alle dichiarazioni del sindaco di Rovereto Andrea Miorandi, che aveva avuto un giudizio pesantissimo su tutta la gestione dell'emergenza profughi da parte della Provincia.
 
«Avevamo già valutato in giunta - spiegava Rossi - che quella di Marco non poteva essere una soluzione definitiva e stiamo lavorando ad alternative».
 
Borgonovo Re confermava in Aula quanto preannunciato dallo stesso presidente della Provincia Ugo Rossi: «Il campo, così com'è gestito oggi, cesserà di esistere con il primo di ottobre 2014». Rovereto continuerà però a essere la «porta d'ingresso» degli immigrati per il Trentino. Altro che porta d’ingresso! Accoglienza in pianta stabile per i profughi. Una presa in giro per amministratori e cittadini dopo la decisione di trasformare il sito della Protezione Civile di Marco in un centro di smistamento stabile. 
 
Dimostrazione di come la Provincia, amministrata dal centro sinistra autonomista, non sappia gestire in modo coerente la situazione profughi e navighi ancora a vista. Il problema non sono i box di lamiera inadatti a ospitare i profughi. Il problema è non aver ancora individuato, dopo tanti mesi, un luogo adatto per la prima accoglienza che non può e non deve essere il Centro di Protezione Civile, destinato a scuola e corsi di pratica per far fronte a possibili e diverse emergenze del territorio.
 
Uno spreco quindi di soldi pubblici, anche trentini, la prevista realizzazione di nuovi alloggi in quell’area per ospitare i profughi. Senza contare ovviamente la spesa per gli affitti degli appartamenti assegnati, trasporti, visite mediche, cibo (appalto da 1,71 milioni di euro), disinfestazione, raccolta rifiuti, pulizia, ecc. Un affronto a tutti i cittadini trentini che si trovano in difficoltà, ai padri separati, ai giovani in cerca d’impiego, a chi ha perso il lavoro, ai pensionati con il minimo, a chi è in graduatoria da anni per l’assegnazione di un appartamento che non vedranno mai, a chi non riesce a far fronte alle spese quotidiane perché a causa dell’indicatore capestro Icef, dalla Provincia non ottiene immediatamente un sostentamento a cui avrebbe diritto.
 
Una vergogna che non può passare inosservata e che si deve denunciare difronte alle ingenti risorse messe in campo per l’accoglienza.
 
Cons. Com. Mara Dalzocchio
Lega Nord

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