Re Salvini, «Un nudo da legare!»

Salvini

Una notizia tra le tante che hanno fatto inorridire molti, serve per mettere a nudo, in questa rubrica, la prerogativa “nominale” delle posizioni politiche nel nostro paese, dove parlare di ideologia è ormai un flebile eufemismo in cerca di differenze tra destra e sinistra ormai disciolte per sempre in un'omologazione tendente al basso.

La notizia è quella della becera reazione di Matteo Salvini, leader della Lega, infuriatosi contro il gesto di solidarietà del titolare dell'Hotel Nevada, uno degli alberghi storici in Vason, sul Monte Bondone, di accogliere nella sua struttura i profughi che hanno bisogno di un riparo. Come riportato dalla stampa, l'albergatore – che incarna i valori tipici di quella professione, quelli che qualunque turista si aspetta e che sono il cuore dell'ospitalità, che non ha prezzo – il generoso albergatore aveva dato la sua disponibilità «ad accettarli, siccome sono molti in Trentino ad aver manifestato resistenze. Anche quando c'è stato il terremoto dell'Aquila, nel 2009, abbiamo ospitato per un anno i terremotati aquilani nei nostri alberghi di Giulianova».

Colto da probabile blackout mentale, Matteo Salvini ha pubblicato su Facebook:
«Vi piacerebbe fare qualche giorno di VACANZA in montagna? Se siete "PRESUNTI PROFUGHI", potete! In Trentino, sul Monte Bondone, i gestori dell'Hotel Nevada (sulle piste da sci, con palestra e solarium) vi aspettano. Il signor Luca infatti dice "siamo in grado di ospitare 50 persone, abbiamo 26 stanze e 20 appartamenti grandi... saremmo in grado di fornire loro anche i pasti, dando a disposizione il personale". Che cuore d'oro... CHI PAGA? VOI. Per prenotazioni e informazioni tel. 0461-948117».

Secondo la cronaca vi sono state numerose telefonate che il povero sig. Luca ha ricevuto da simpatizzanti leghisti, tra le quali anche minacce di morte al suo numero privato. Sono numerose le domande che ci possiamo fare riguardo a questa vicenda, ma prima occorre condannare fermamente queste bassezze della politica. Salvini, a mio avviso, dovrebbe venire immediatamente espulso dal consesso dei rappresentanti politici.

Non ci si può sedere allo stesso tavolo con chi arriva a tanto per fini di propaganda. Non può rappresentare nessuno, neppure chi lo avesse votato, con argomenti e metodi simili a contributo di un confronto che dovrebbe mirare al bene comune, a costruire la società. Non potrebbe, a meno che la politica non avesse perso inesorabilmente la sua sostanza, non fosse essenzialmente un “fare”, un “costruire”, ma si risolvesse in una “parola”, detta opportunisticamente, fosse solo una questione “nominale”.

Una parola dalla trama (culturale) inconsistente che veste il politico che la porta facendolo apparire agli occhi dell'innocenza, della solidarietà, della capacità di amare, semplicemente nudo come il re della famosa fiabe. Salvini è nudo. Ma siamo tutti nudi. Lo sono gli albergatori che non seguono l'esempio di Luca; lo è la Chiesa che mantiene deserto un consistente patrimonio immobiliare, spazi di accoglienza inagita, - basti pensare alle canoniche lasciate sfitte in ogni piccolo paesino d'Italia per mancanza di vocazioni – che neppure Papa Francesco si azzarda a nominare come possibile rifugio di chi fugge da morte sicura.

Nudi siamo anche noi, vestiti di questa cultura di massa votata al consumo, voluta e perseguita dal Potere, che ci ha fatto dimenticare quando i profughi eravamo noi. Ma non tutto è perduto. Fortuna che c'è ancora Luca, lassù, nello sperduto Vason. A lui la nostra solidarietà e il nostro grazie, ma che non siano (ce lo augriamo) solo parole.

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