Concorso pubblico CUE annullato: chi ha creato il pasticcio rimane saldo al suo posto?

corruzione

La commedia (o tragedia) del concorso pubblico per la Centrale unica di emergenza ​di Trento

 ​pare essere finalmente arrivata al suo epilogo. "

In via di prudenza e autotutela si rende necessario l'annullamento, alla luce del rapporto di conoscenza, che è stato evidentemente dimostrato e dichiarato, poi, dalla stessa presidente della commissione", così ha dovuto riferire il Presidente

​della Giunta provinciale ​

Ugo Rossi, lo stesso che solo pochi giorni fa era intervenuto in un’improbabile smentita dell’annullamento del concorso, dato già per certo la scorsa settimana.

Rossi si è goffamente affrettato a giustificare il tutto spiegando che “siamo ormai in una selva di norme che rendono impraticabile qualsiasi tipo di ragionamento sui concorsi, sulle gare, sugli appalti".

Ma quale selva Presidente!

Nemmeno per il NOT, dove la posta in gioco era ben più alta la Provincia annullò il bando prima delle decisioni della magistratura.

Vero che tra voti comprati e concorsi pubblici portati avanti con una certa disinvoltura si potrebbe avere l’impressione di trovarsi in una selva oscura, ma il ginepraio è stato creato solo ed esclusivamente dalla cattiva amministrazione: sarebbe bastato scegliere una commissione davvero esterna e indipendente, l’ABC delle norme anticorruzione, per evitare questo imbarazzante finale.

La Giunta provinciale è responsabile della scelta della commissione valutatrice del concorso e dopo l’annullamento doveroso in autotutela, i trentini si aspettano ora il passo successivo: le dimissioni della Dirigente che ha creato il pasticcio.

La stessa dott.ssa Zappini ha dichiarato pochi giorni fa alla stampa, forse in modo improvvido, che «non c’è parentela, non c’è contrasto», un’ulteriore conferma dell’inadeguatezza della stessa per il proprio ruolo di Dirigente provinciale, ma anche di referente anticorruzione (sic!), visto che la normativa è chiara e parla di obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi anche solo potenziale.

Nonostante i rapporti professionali e accademici sistematicie continuativi con alcuni candidati (fra l’altro i soli ammessi alla prova orale), non ha saputo, o ritenuto, riconoscere la propria incompatibilità, esponendo la Provincia ad un grave danno.

La vicenda non si concluderà quindi con l’annullamento del concorso.

Dopo le segnalazioni del sottoscritto in Procura, Corte dei Conti ed ANAC, sono stati depositati i primi esposti da parte di partecipanti al concorso: se la Provincia riterrà di non muoversi per ripristinare la credibilità dell’istituzione e del sistema dei concorsi pubblici, si spera lo farà la magistratura.

Cons. Claudio Cia​ (Agire)
e consiglieri Maurizio Fugatti (Lega Nord)Giacomo Bezzi (Forza Italia) e Filippo Degasperi (M5s)

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