«Mi chiamo Antonio e sono un tabù sociale...»

sono un tabù sociale

Bella quella canzone di Simone Cristicchi vincitrice del Festival di Sanremo 2007 che ha davvero commosso ed emozionato la platea e non solo…

a dirla tutta il titolo in realtà è Ti regalerò una Rosa” e racconta di una delle tante storie vissute nella miseria di quei  luoghi atroci che sono stati i manicomi.

È risaputo che la patologia psichica, a differenza di quella fisica, è storicamente e socialmente considerata un tabù. Avere a casa un malato di mente, assolutamente da considerarsi come una sorta di panno sporco da lavare in famiglia, fino a non moltissimo tempo fa un ricovero in manicomio rimaneva a vita a macchiare la "fedina sociale" e questo succedeva sistematicamente a svantaggio di tale tipologia di persone, indistintamente dalla reale patologia della quale era affetto il soggetto, come in una sorta di fascio composto da ogni erba, tant’è che nei fatti o, se preferiamo, avvenimenti del passato, se ne sono sentite di tutti i colori…

A tal proposito consiglio la lettura del libro «Il nazismo e l'eutanasia nei malati di mente» scritto da Alice Ricciardi Von Platen, membro nel 1946 della commissione medica di osservatori nel Tribunale Militare americano di Norimberga. Il libro testimonia gli esperimenti che i medici, coinvolti nel cosiddetto programma di eutanasia che Hitler aveva lanciato per sterminare i malati di mente, compivano sui prigionieri nei lager nazisti.

Il 13 maggio 1978 entra in vigore la legge quadro 180 accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori", meglio nota con il nome del suo padre fondatore, ovverosia “legge Basaglia”. Sancisce la chiusura dei manicomi e l'istituzione dei centri Pubblici di igiene mentale.

Che cos’è la Follia? «La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente esattamente come lo è la ragione», Franco Dott. Basaglia.

Tale importantissima norma ebbe come scopo quello d'imporre la chiusura dei manicomi e regolamentare il trattamento sanitario volontario e Il Trattamento sanitario obbligatorio TSO. Successivamente tale legge confluì nella L. 833/78 del 23 dicembre 1978, norma che istituì il “Servizio Sanitario Nazionale”.

La legge fu una vera e propria rivoluzione medico-culturale basata sulle nuove e più "umane" concezioni psichiatriche, promosse e sperimentate in Italia da questo psichiatra. Prima di allora i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive o ancora peggio la terapia elettro convulsivante... insomma le condizioni alle quali erano sottoposte queste persone malate molte volte divenivano disumane e irrispettose dell’umana dignità.

Le intenzioni della legge 180 e dei professionisti suoi sostenitori erano quelle di ridurre le terapie farmacologiche e il contenimento fisico instaurando con questi pazienti rapporti più umani e reiterati attraverso la realizzazione di relazioni interattive d’aiuto tra persona, personale e società, riconoscendo appieno al paziente psichiatrico i diritti di malato, il diritto a una vita di qualità e l’opportunità di evitare, in certi casi, l’istituzionalizzazione ed essere seguito e curato da ambulatori territoriali, il CSM (centro di salute mentale) o in regime ospedaliero nell’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura).

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Maria Rosa Rosato

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