«Primo Maggio che s/coraggio», la storia di un lavoro che non c'è

La Cava

Come nasce storicamente il sindacato?

Nei suoi primi barlumi scorgiamo l’Associazione internazionale dei lavoratori(AIL), conosciuta anche come Prima Internazionale. Il compito della  associazione degli operai era quello di riunire tutte le sinistre politiche allo scopo di urlare energicamente ed efficacemente i diritti negati ai lavoratori, quando si dice “l’unione fa la forza”! Ed eccovi l’immagine del suo  padre fondatore.

«La conflittualità sociale è una conseguenza del conflitto tra sfruttatori e sfruttati, ricchi e poveri, borghesi e proletari» (Karl Marx)

Le persone allora impegnate nel mondo della scienza, della politica e della cultura più in senso lato compresero che i problemi nei differenti paesi erano tutto sommato interconnessi, il risultato di tale comune riflessione legata a un filo logico fu il rendersi necessaria la fondazione di un organismo deputato a coordinare le lotte e fu così che nel 1864 in seguito all'incontro avvenuto due anni prima a Londra tra delegazioni operaie nacque L'Internazionale.

Da subito si pose obiettivi pratici da realizzare per migliorare la condizione dei lavoratori, tra questi si rammenta la limitazione della giornata lavorativa a otto ore a cui storicamente seguiranno e si getteranno le basi anche nel nostro bel paese a leggi a tutela delle donne e dell’infanzia oggi regolate dall’articolo 37 della costituzione italiana il quale  enuncia queste testuali parole:

«La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce a essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione».

Anche lo stesso Stato Vaticano, per l’esattezza la carismatica voce di Papa Francesco in un comunicato in occasione di questo primo maggio 2015 afferma: «Perché le donne devono guadagnare meno degli uomini? Perché? La loro disuguaglianza è uno scandalo!».

Aggiungerei soltanto... eppure la costituzione è vecchia di sessantasette anni! Che cosa le donne devono ancora dimostrare al riguardo delle loro capacità professionali e resistenza al lavoro dentro e fuori le mura domestiche?

Non vi parlerò del  marxismo, della sua metamorfosi e di come a sua volta originò il comunismo in tutte le sue sfaccettature, da utopia, valore di una  società «dei liberi e degli uguali» alla teoria politica e sociale basata sul pensiero di Marx ed Engels, e in fine del comunismo scientifico

Non vi parlerò nemmeno della teoria della stratificazione sociale di Max Weber, del suo pensiero che convertiva il capitalismo di mercato in un capitalismo organizzato e politicamente regolato, ne tanto meno delle sue  critiche  nei confronti del pessimistico pensiero di Marx al riguardo di temi quali le crisi ricorrenti del capitalismo, il crollo del sistema economico, il processo rivoluzionario, non farò parola nemmeno dell’illusione keynesiana… che seppe funzionare nel 1929, ma oggi ritenuta dal mondo politico e degli economisti, superata e obsoleta.

Non credo nemmeno che oggi i problemi siano legati ai due grandi piloni che oscillano tra sistema capitalistico e comunista, ma alla volontà di ridurre le distanze a carattere economico, sociale e culturale  e volere rendere un minimo di beni e servizi a disposizione di tutti gli uomini del globo terrestre come dice il saggio detto popolare «mangia e fai mangiare». In fondo è ormai partita da tempo la corsa alla globalizzazione!

Stringendo non dirò nemmeno della successiva pedagogia attivistica inculcata agli scolari sovietici da Makarenko e della sua teoria dei collettivi… Per tanta carne da mettere al fuoco non  potrebbe mai bastarmi un semplice articolo realizzato per ricordare che oggi 1 Maggio 2015  è la festa dei lavoratori e, come cita la nostra Costituzione, nei suoi principi fondamentali all’articolo 1, «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»

Proprio di questo oggi parleremo, della storia del lavoro e dei lavoratori, dei sacrifici e delle vittime del lavoro, delle lotte sindacali e dei sindacati per concludere con una doverosa riflessione nei confronti dei nostri figli ossia «Primo Maggio che s/coraggio, il lavoro che non c’è».

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Maria Rosa Rosato

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