Attacco dell'orso, «Regole di comportamento» della LAC

Semplice, economico... efficace

TRENTINO - La LAC - Lega Abolizione Caccia ONLUS Sezione Trentino Alto Adige/Südtirol, esprime solidarietà all’escursionista ferito questo pomeriggio e augura che le sue condizioni di salute migliorino rapidamente.

Come negli altri casi, il signor Molinari è stato vittima della carenza di informazioni più che dell’orso. Sono anni che diffondiamo le regole da osservare in aree frequentate da orsi e sono regole facilmente reperibili sui siti della PAT o del Parco Adamello Brenta.

Queste informazioni sono, però, disponibili solo se le persone le cercano e se sono in grado di cercarle. Quello che sarebbe auspicabile è che le persone, sia residenti sia turisti, fossero tutte informate in modo esauriente e serio anche se non fanno ricerca attiva. Tutti devono sapere come comportarsi, che siano interessati o meno, che amino gli animali o li odino, siano ambientalisti o inquinatori senza rimedio, che restino in casa davanti alla tv o che siano sportivi sempre in giro per sentieri.

Una delle regole è di far rumore mentre si procede al fine di farsi sentire e consentire all’eventuale orso di allontanarsi. Parlare a voce alta, fischiettare, canticchiare, avere un mazzo di chiavi che tintinna, tutti abbiamo con noi almeno le chiavi di casa! Ho segnalato il “BEAR BELL”, ma in Italia non è ancora venduto e allora occorrerà rivolgersi ai siti internet o… alla merceria sotto casa.

Istruzioni: si comprano uno o più sonagli del colore e delle dimensioni preferite e un cordino o un nastro; si lega il sonaglio al cordino e si assicura cordino e sonaglio al polso o allo zaino.

Semplice. Economico. Efficace.

Un altro dei suggerimenti è di lasciare il cane a casa o di tenerlo sempre al guinzaglio. Un cane lasciato libero in zona abitata da fauna selvatica costituisce un disturbo alla vita e alle delicate fasi di riproduzione di tale fauna. A maggior ragione in zone frequentate da orsi è meglio lasciare il cane a casa. Occorre ricordare che agli orsi non piacciono le sorprese.

Un cane, abbaiando o correndo attorno, potrebbe anche mettersi sulle tracce di un orso, potrebbe disturbarlo e poi correre dal padrone in cerca di soccorso, ma con un orso contrariato che lo segue! Grande è stata, la soddisfazione nell’apprendere che la PAT ha modificato il suo atteggiamento nei confronti degli orsi e della possibile convivenza con le persone e le loro varie attività.

Salvare una popolazione dall'estinzione certa è un evento rarissimo che andrebbe celebrato e riconosciuto. Sarebbe stato corretto, per quanto riguarda l'alfabetizzazione scientifica dei residenti e dei turisti, partire prima dell’arrivo di Masun il 26 maggio 1999 e poi proseguire, in tutti questi anni, con costanza e a larghissima diffusione per tutte le fasce d’età, ma non è troppo tardi.

Auspichiamo che tale positiva svolta dell’amministrazione PAT nell’atteggiamento verso la biodiversità confermi e perfezioni l’accuratezza e la massima diffusione dell’intervento. Quel che abbiamo sempre richiesto sono maggiori informazioni e la possibilità di dare una chance alla convivenza. Ciò che non si conosce, spaventa, è legittimo.

L’accesso semplificato alle informazioni consentirà di affrontare la convivenza con gli orsi, i lupi e gli altri animali selvatici con competenza, sicurezza e serenità. Reiteriamo la nostra richiesta di maggiori indagini sul reale svolgimento della vicenda Daniza, sul suo incontro con il signor Maturi e cosa sia accaduto durante le fasi di sedazione e cattura.

Ci auguriamo che un episodio simile non abbia a ripetersi mai, sarebbe una sconfitta della ragione. E come sappiamo tutti: “Il sonno della ragione genera mostri” (Francisco Goya, 1799).

Grazie dell’attenzione

Cordiali saluti

Dott. Caterina Rosa Marino

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