Quante polveri può emettere un impianto a biomassa?

Quante polveri può emettere un impianto a biomassa?

NOVALEDO - Il Consigliere Giampiero Passamani ha confermato un incontro pubblico presieduto dall'Assessore competente Gilmozzi per il 28 maggio prossimo.

Il sindaco di Novaledo Attilio Iseppi ha fissato «il luogo dell'incontro sarà la sala "Francesco Giuseppe" presso il Grand Hotel Imperial di Levico Terme giovedì 28.05.2015 alle 20 – scrive nella mail di invito al Gruppo S.A.No e all'assessorato alle infrastrutture - Per quanto riguarda il moderatore della serata, in accordo con l'Assessore Gilmozzi e il consigliere Passamani, ne demando a Voi la scelta. Ritengo opportuno convenire anticipatamente almeno la durata dei tempi di intervento».

In preparazione a quella serata, ma anche per agevolare una consapevolezza ambientale più "ferrata" abbiamo predisposto il seguente testo.

Stima delle emissioni prodotte da un impianto a biomasse simile a quello previsto dalla Novaledo Energia.

Il recente ricorso al Presidente della Repubblica contro l'impianto di Novaledo ci impedisce di attingere direttamente a informazioni dalla società per motivi a garanzia di natura legale. Questo però non ferma la nostra analisi nella quale prendiamo in considerazione un impianto similare: la valutazione precisa sull'impianto di Novaledo la faremo quando sarà possibile contattare la società alla fine dell'iter giudiziario.

Limiti di emissione per impianti di combustione a biomasse.
Vediamo ora le norme che limitano l'immissione in atmosfera del particolato.
Il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 impone un limite per le emissioni di polveri totali, come media oraria delle quantità di polveri contenute in un metro cubo di fumi al camino. Tale limite vale 100 mg/(Nm3/h) per impianti con potenza installata minore o eguale a 3000 kW e 30 mg/(Nm3/h) per potenze superiori. Tralasciamo altri valori contenuti nel decreto non utili per la nostra trattazione.

Le agevolazioni previste per gli impianti a energia rinnovabile.
L'impianto in esame sarà oggetto di un contributo GSE (Gestore Servizi Energetici) che sarà calcolato in proporzione all'energia elettrica prodotta e immessa in rete dedotti solo gli autoconsumi (17% del totale energia prodotta) necessari per il funzionamento dell'impianto.

La tariffa cosiddetta onnicomprensiva ammonta a 206 €/MWh con le seguenti maggiorazioni + 10 €/MWh per lo sfruttamento efficiente del calore generato (cogenerazione ad alto rendimento) e + 30 €/MWh se l'impianto rispetterà limiti di emissione più ristretti rispetto alle normative sulle emisssioni in particolare per le polveri detto limite è fissato pari a 10 mg/Nm3/h anziché quello previsto dalle norme (30 mg/Nm3/h).

Considerando che il prezzo medio di vendita dell'energia sul mercato primario è attualmente molto basso, pari a circa 45 €/MWh, l'energia immessa in rete sarà pagata dal GSE 5 volte il prezzo corrente (ricade alla fine su di noi, in quanto il costo viene spalmato sul conto della nostra bolletta elettrica). Tale tariffa onnicomprensiva, con relative maggiorazioni premio, è riconosciuta sia per le caratteristiche dell'energia prodotta “rinnovabile” sia per il più rigoroso rispetto dei limiti sulle emissioni garantite dall'impianto.

Appare discutibile che tali impianti oggetto di consistenti agevolazioni a livello comunitario siano additati, da alcuni tecnici peraltro più che rispettabili, come gravemente nocivi all'ambiente e alla salute.

Un paragone più comprensibile: immaginate di mettervi a bordo della vostra Panda nuova fiammante, EURO V (rottamata la vecchia EURO I), mentre state godendovi il viaggio vi affianca, su una moto, un ingegnere che, gridando, vi mette in guardia: «ma lo sai che ti hanno venduto un veicolo altamente inquinante! Era meglio la Panda EURO I!». Lo guardereste alquanto sbigottiti, no?

Il premio previsto dalla normativa incentivante GSE a favore delle energie rinnovabili ha fatto sì che i nuovi impianti siano progettati ab origine per rispettare il limite GSE pari a 10: per garantire il rispetto di tale valore con un adeguato margine di sicurezza gli impianti sono in grado di emettere sui 5 mg/(Nm3/h) e i migliori garantirebbero una performance addirittura pari a 2 mg/(Nm3/h).

Tali miglioramenti sono stati indubbiamente innescati dalla possibilità di acquisire un ulteriore contributo pubblico: in questo caso riteniamo che il processo innescato sia stato positivo in quanto rispetto al limite di legge abbiamo impianti capaci di emettere molto, ma molto di meno.

Ci sentiamo di suggerire alla nostra Provincia di adottare (se i poteri legislativi lo consentissero), per i nuovi impianti a biomasse, limiti più restrittivi di quelli previsti dal Dlgs 152, per esempio riducendo da 30 a 10 il valore limite ovviamente per gli impianti di taglia medio grande oppure ancora più ristretti scendendo fino a 5.

Su questo argomento ci piacerebbe sentire anche il parere di Università e Centri di Ricerca della nostra provincia, che sono ai massimi livelli anche in questo settore: ritengo che saremmo in grado di affrontare l'argomento anche con le “nostre forze interne” senza nulla togliere agli esperti provenienti da fuori provincia.

Le caratteristiche tecniche di un impianto similare a quello che sarà installato a Novaledo dovrebbero dunque garantire un'emissione di PM10 molto inferiore al limite di legge arrivando a 3 mg/(Nm3/h). Nel nostro esempio consideriamo un'emissione pari a 5 mg/(Nm3/h) poi con il nostro software potrete sbizzarrirvi.

Come caso di partenza abbiamo stimato che l'impianto in esame emetta 18.000 Nm3/h di fumi: considerando 8000 ore anno di funzionamento avremmo emissioni pari a 720 kg calcolati come segue: 5/100000*18.000*8000. Se ci accontentassimo di rispettare il limite per avere la tariffa premio dal GSE le polveri totali sarebbero 1.440 kg/anno un incremento veramente considerevole!

Se poi rinunciassimo al premio GSE limitandoci a rispettare il limite di legge l'impianto potrebbe emettere 4.320 kg/anno davvero troppe se confrontate con i 720 kg emessi con la miglior tecnologia a disposizione!

L'emissione giornaliera del nostro impianto sarà pari a 2,16 kg calcolati come segue 720/8000*24. Lo spazio ci è tiranno e dobbiamo rimandare le conclusioni al prossimo articolo che sarà dedicato alle conclusioni finali con il raffronto: traffico veicolare - riscaldamento domestico - impianto a biomassa simile a quello di Novaledo.

Nel frattempo le conclusioni le lascio immaginare a voi: aiutatevi con il foglio elettronico che trovate a questo link.

Non c'è niente di più bello per un divulgatore scientifico che mettere in grado il lettore di ragionare con la propria testa.

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