Pensione…attiva

orazio

Ho la fortuna, perché oggi è una fortuna, di essere andato in pensione in una età relativamente giovane: nel 2011 

ho raggiunto la sospirata meta, ma in realtà già dal 2008 avevo sospeso la mia attività lavorativa (informatore medico) in quanto la mia ex società stava procedendo ad una robusta riduzione del personale, e io ero un candidato ideale, con tre anni alla pensione (epoca pre-Fornero).

Dopo un breve periodo di adattamento, mi sono dato da fare e ho messo in pratica quello che io pensavo da sempre: la vita va avanti per fasi, per periodi; uno finisce e ne inizia un altro diverso.

La pensione, nella mia convinzione, non è un punto di arrivo, una meta finale oltre la quale campicchiare alla meno peggio…viceversa, è l’inizio di una nuova fase della vita, caratterizzata da una maggiore libertà e quantità di tempo libero.

Io avevo visto alcuni colleghi che temevano come la morte la fine della attività lavorativa; li vedevo per strada, come zombie, li vedevo seduti sulle panchine con lo sguardo fisso nel vuoto, e rabbrividivo…ma nella vita non esiste altro oltre al lavoro?

Peraltro per me il lavoro è stato sempre un fatto positivo; in particolare gli ultimi otto anni sono stati fantastici, come una lunga vacanza, durante la quale però lavoravo molto volentieri.

Ma è arrivato il termine e quindi, mi sono dato da fare.

Si dice che nella vita un uomo debba realizzare tre cose assolutamente: fare un figlio, piantare un albero e scrivere un libro…il figlio  (figlia) ce l’avevo; l’albero l’avevo piantato ( un melo su un terrazzo); il libro?

Ebbene, lo scrissi in quel primo periodo, un ricettario in rima , intitolato “ Rime & Cucina” che mi ha dato tante soddisfazioni( non economiche, però). In contemporanea, mi ero reso conto di conoscere bene il francese ma di sapere pochissimo di inglese…detto fatto, mi iscrissi ad un corso di inglese che ho frequentato per 4 anni.

Poi, constatavo  che la mia forma fisica non era delle migliori, e cominciai a frequentare una palestra, cosa che a distanza faccio ancora e continuerò a fare; devo dire che la mia forma è migliorata notevolmente e mi sento bene.

Ancora, venni a conoscenza, tramite una amica, di un salotto letterario, incentrato sulla Lingua Napoletana, salotto chiamato “ La Periodica”, gestito dal compianto Napoletanista Renato De Falco; da allora ci vado con regolarità. In tempi più recenti, ho inaugurato i “ Giovedì Culturali”, giornate nelle quali, insieme a tre amici, ci dedichiamo alla conoscenza e visita di parti di Napoli che non conoscevamo, dalla Napoli Sotterranea (ce ne sono in realtà due), alle catacombe, ai castelli ai musei, alle strade intriganti, ultima la Pedamentina di San Martino.

In tutto questo mia figlia si sposò e mi ha dato due stupende nipotine, e io do una mano in qualità di nonno, e devo dire che con la più grande ho da tempo cominciato una serie di visite culturali adatte alla sua età.

Insomma, non penso mi si possa definire un ozioso nullafacente, parassita dello stato sociale!

Con questo scritto vorrei fare una provocazione, lanciare un invito a chi ha da poco lasciato il lavoro per andare in pensione, o lo sta per lasciare: la vita è bella , può ancora dare tanti spunti positivi  a chi non lavora più, non bisogna abbattersi, ma guardare in avanti. 

Ritengo che non si invecchia finchè si ha la possibilità di ragionare ancora in termini di futuro, di progettualità.

Questo fino a che la salute ci sorregge…

Domani, chi lo sa cosa ci aspetta!

Sono in questo con Orazio: Carpe diem, quam minime credula postero! Amici pensionati, su con la vita, andiamo avanti, guardiamo avanti!

Biagio Ciardiello

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