Si, No, forse...Oppure

Referendum

Ricordate, mesi fa , si tenne un referendum in Italia, un referendum di serie B, 

che riguardava la possibilità di non concedere ulteriori permessi di effettuare trivellazioni in prossimità delle coste italiane. Un referendum molto sentito dai giovani, dagli ambientalisti e , in generale, dalle persone sensibili alle problematiche ambientali e preoccupate del futuro della nostra società in termini di stato di salute. Ma l’establishment era contrario…si stese una cortina fumogena su questo referendum, si invitò più o meno chiaramente la gente non a votare no(e sarebbe stata una espressione di democrazia) , ma a non andare a votare, facendo così mancare il quorum necessario a rendere valido il medesimo. E infatti, il quorum non venne raggiunto e restò solo la magra soddisfazione che a votare erano andati solo quelli (io ero fra questi) che non volevano ulteriori trivellazioni. E così fu messa una pietra tombale su questa questione , con buona pace delle multinazionali interessate. Ora, a distanza, si ripropone un altro referendum, certamente con un argomento importante, scottante direi: quello sulla riforma costituzionale.  E stavolta, è un’altra musica! Dal momento che a questo referendum si è voluto dare, soprattutto dal Governo, un profondo significato politico, lo stesso Governo è sceso pesantemente in campo e ha subissato la nazione con slogan, comunicati, volantini, trasmissioni televisive e quant’altro.Ormai accendendo la TV , non c’è canale o programma sul quale non si parli continuamente del referendum. E, a una impressione superficiale, sembra veramente che ognuno dica la sua, a modo suo, in maniera da far apparire chi propone la scelta opposta, un oscurantista, un criminale o peggio. Si può tornare indietro di trenta anni….si andrà verso la rovina…si creerà uno stato dittatoriale. Ebbene, io credo che, nonostante questa indigestione di presenze televisive e di comunicazioni, si sia tralasciato quello che doveva essere il passo più importante: informare i cittadini elettori in maniera quanto più possibile asettica, in modo che ognuno potesse farsi una idea, e andare a votare per il merito della riforma, non perché quelli chiedono di votare sì e quegli altri di votare no! A questo aggiungiamo che si è veramente data una connotazione politica  al voto, al punto che, qualche mese fa , il presidente del consiglio aveva  promesso che si sarebbe dimesso in caso di vittoria del no. Cosa che però poi è stata ridimensionata e ritrattata : indipendentemente dall’esito del voto, il Governo è fermamente intenzionato a durare in carica fino alla fine della legislatura.  In Inghilterra il premier Cameroun  ha mostrato grande coerenza, dimettendosi all’indomani dei risultati del referendum sulla permanenza o meno dell’Inghilterra nella UE , la cosiddetta Brexit. Personalmente, ho cercato, e sto cercando di informarmi, visto che non è un quesito da poco. Ho scaricato il testo della riforma costituzionale, che riporta affiancati, gli articoli che verranno, o meglio verrebbero, variati se vincesse il sì. Vi devo dire che comunque non è semplice barcamenarsi fra i vari articoli, su alcuni dei quali si può essere concordi(almeno è il mio parere) , mentre su altri sono in disaccordo completo. E poi, considero una scelta molto poco felice aver proposto una scelta secca sul “pacchetto” di riforme : prendere o lasciare, così, in blocco, tutto insieme. E non mi sembra giusto, dal momento che la riforma è ampia e articolata. Io temo, anzi, ne sono sicuro, che molti, tanti, andranno a votare non perché siano conviti della bontà della riforma proposta , o contrari decisamente, ma perché colpiti da qualche frase ad effetto, o perché il partito di riferimento ha espresso certe posizioni.  A questo aggiungiamoci le interferenze , a volte pesantissime, di personaggi di spicco della politica internazionale  , e di importanti media. Insomma, un pasticcio, una confusione terribile. Peraltro questo referendum non richiede un quorum da raggiungere per validare i risultati, per cui, per assurdo, si potrebbe verificare che vadano a votare 10 -15 milioni di italiani, e questi da soli, molto meno della metà degli aventi diritto, avranno la responsabilità del cambiamento o meno della Carta Costituzionale . Una ultima complicazione : il voto degli italiani all’estero, altra incognita non da poco; già i fautori del no annunciano ricorsi se questi voti dovessero  essere determinanti . Mi ricordo che alle ultime politiche ci fu una polemica tremenda perché i voti dei connazionali all’estero furono determinanti per la vittoria del centrosinistra, e la cosa irritò moltissimo il centrodestra, anche se poi, a conti fatti, fu proprio il centrodestra ,che era al governo, a rendere possibile il voto per chi stava fuori dall’Italia.  Insomma, un bella confusione! Per chiudere, vorrei dire una cosa : nonostante le Cassandre, anche se dovesse vincere il No, il giorno dopo le elezioni il sole sorgerebbe ancora!

 

Biagio Ciardiello

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