Buon Appetito…

latte

Buon appetito…Secondo il Galateo è una espressione obsoleta, da non usare più, 

ma noi, soprattutto al Sud, continuiamo imperterriti ad augurarcelo ogni volta che ci sediamo a tavola e ci prepariamo a gustare quel che abbiamo nel piatto.

Già, ma cosa abbiamo veramente nel piatto?

In Italia abbiamo la presunzione di avere la migliore alimentazione al mondo; la dieta mediterranea che assicura il mantenimento di un buono stato di salute e  quasi, una vita più lunga con meno acciacchi.

Sarà vero?

Sarebbe vero, direi io, se veramente quel che mangiamo fosse adeguato ai canoni della dieta mediterranea …

Ma ci sono dubbi?

Più che di dubbi io parlerei di certezze: se esaminiamo la varie categorie di alimenti , facilmente ci prende lo sconforto e, soprattutto, un senso di impotenza, di fronte agli assalti degli “avvelenatori”; perché di questo si tratta, di avvelenatori che, con la scusa del profitto, inquinano tutti i nostri cibi, compresi quelli che sono l’eccellenza qualitativa italiana.

Esempi?

Prendiamo i condimenti, a cominciare dall’olio.

L’Italia è nota per avere il miglior olio di oliva del mondo, il nostro “Extra Vergine” prima premitura a freddo.

Ma i nostri supermercati sono pieni di bottiglie di olio presunto extravergine, venduto a cifre irrisorie, anche 3 euro al litro.

Io sono stato più volte al frantoio, una struttura nei pressi di Avellino, e ho seguito le fasi della lavorazione.

Ebbene, per fare un litro di extravergine occorrono dai 5 ai 7 kilogrammi di olive.

Le olive da olio il frantoio le vende a circa un euro al kilo…

Fatevi un poco i conti.

Nelle bottiglie del supermercato cosa ci sta?

A volte c’è una dicitura “ miscela di oli comunitari” (Spagna, Portogallo?), ma inchieste degne di fede ci hanno parlato anche di semilavorati importati dal nord Africa e qui da noi  trasformati.

Le stesse inchieste parlavano di oli di semi addizionati di clorofilla e trasformati in olio extravergine…

Vogliamo parlare di pomodori, sotto forma di pelati, passate, concentrati, pomodorini?

Il pomodoro è da sempre un vanto della agricoltura italiana, in particolare del Sud Italia: San Marzano, Pachino, pomodorini del Vesuvio, insomma delle specialità inimitabili; inimitabili?

Sempre le benemerite inchieste (Report in primis) hanno evidenziato un traffico di concentrati provenienti dalla Cina, igienicamente inaffidabili, che qui in Italia vengono allungati e trasformati in prodotto finito oppure vengono usati per fare il liquido in cui si mantengono i pelati…

Schifezze!

Tornando alla dieta mediterranea, questa comprende abbondanti quantità di frutta e verdura…

In Italia se ne produce molta di questa roba, ma non basta e, se anche basta, si trova più conveniente importare da Spagna, Argentina, nord Africa, Cile, Israele, Portogallo, Nuova Zelanda…

Insomma, una ONU dei prodotti ortofrutticoli.

Il risultato?

I nostri prodotti lasciati a marcire sulle piante e una invasione di cose senza sapore e senza sostanza, magari piene di pesticidi.

Un drammatico esempio è dato dalle arance calabresi, che sempre più spesso non vengono raccolte perché ai contadini viene pagata una inezia che non copre neanche le spese, mentre noi compriamo a prezzi più cari i prodotti esteri( e sorvolo sulla pessima abitudine di comprare delle assurde primizie, sempre estere).

Per chiudere il capitolo ortofrutta, ricordo, sempre da Report ( o Presa Diretta)  la problematica delle patate: importate dalla Francia a cura di due soli megaimportatori, uno al Nord e l’altro al Sud, arrivano in confezioni da 200 kg; qui vengono separate in confezioni da pochi kg (quelle dei supermercati), etichettate come “prodotte” in Italia, e vendute agli ignari consumatori.

La cosa seria è che in Francia sono permessi pesticidi da noi vietati.

Lasciamo l’ortofrutta, su cui si potrebbe parlare molto a lungo, e andiamo alle carni; il fabbisogno italiano è largamente superiore alla capacità produttiva, per cui bisogna importare.

La Francia è sicuramente il nostro primo fornitore, ma non l’unico.

Anche qui il problema è la minore severità delle leggi vigenti nel resto di Europa , se confrontate alle nostre.

Conseguenze?

Ormoni, antibiotici, e schifezze simili, che ci arrivano nel piatto insieme alla fettina.

I formaggi?

A parte le squallide imitazioni,  che ci sottraggono fette di mercato, spesso si verifica che, invece di usare il latte come base, si usa sì del latte, ma quello in polvere, destinato alla alimentazione animale.

A proposito di latte, pare che anche per il latte vi siano aziende che preferiscono importare latti di dubbia provenienza, lasciando perdere quello eccellente di produzione italiana. 

Vogliamo parlare di insaccati?

A parte l’uso costante di nitriti e nitrati come conservanti (e non solo, in quanto queste sostanze, cancerogene, rendono la carne più rossa), vi è anche una notevole importazione di cosce di maiale (per farne prosciutti) dai paesi dell’Est Europeo, dove gli allevamenti sono molto poco affidabili.

E queste cosce poi, lavorate, diventano “Parma”, e noi compriamo prosciutto che parla slavo credendolo romagnolo.

E la carne di pollo, costantemente inquinata da Escherichia Coli? 

Torniamo alla dieta mediterranea, che propone il consumo di larghe quantità di pesce azzurro…

Su quello possiamo essere d’accordo?...

Manco per niente! Il pesce azzurro può ospitare un pericoloso parassita, l’Anisakis, che può danneggiare seriamente l’organismo con cui viene a contatto.

 E il mercurio?

Ormai tutti i mari sono inquinati da questo tremendo elemento, dotato di una tossicità spaventosa, e di conseguenza tutti i pesci di grossa taglia ormai sono diventati dei “termometri” il pane e la pasta?

Molte farine sono di provenienze estera, alcune arrivano contaminate da muffe tossiche, altre si sono scoperte radioattive.

Ci consoliamo con un bicchiere di vino? Andiamoci piano, anche in questo campo le sofisticazioni sono in agguato (è di molti anni fa la tremenda faccenda del vino al metanolo).

Va bene, beviamoci l’acqua, sinonimo di purezza…

Sì, sì, arsenico, attrazine, metalli pesanti, batteri, insomma una brodaglia tossica, a volte inquinata dalle discariche più o meno abusive…

Insomma, che ci resta da fare?

Nutriamoci di aria…

No, mi ero dimenticato l’inquinamento atmosfericooo!

 

Biagio Ciardiello

 Edico-lando.it BLOG si parla di:

Satira vignette politica cronaca benessere cultura sport donne disoccupati arte

 e molto altro...

P.IVA 02187530221 - Tutto il materiale publicato su questo BLOG è coperto da copyright.

Per l'utilizzo è sufficiente citare la fonte e comunicarlo al seguente indirizzo franco.zadra@edico-lando.it

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.