Un cielo diverso

terremoto

Era l’alba di un cielo diverso

seguiva a una notte di calma

 (…) apparente

dove sorgeva una piccola salma

scendeva per strada, scioccata la gente

mendace astro  nel cosmo si è perso

in quell’istante si fermò  l’universo.

 

Come a  l’ Aquila …l’ora maledetta

non lasciò scampo, non lasciò scelta

tutti dispersi, storditi, nell’ora nefasta

non vi era più plebe, spariva la casta.

 

Nuclei cinofili e angeli del fuoco

a mani nude scavarono, non poco

la madre terra scelse per la vita

rendendo: Un bambino, un cane, un affetto

quale catastrofe mio Dio al tuo cospetto!

 

Vorrei curare, consolare quel vecchio

con chiara linfa di lacrime nel secchio

spazzare via tutta la sua  tanta tristezza

togliergli la polvere, lenirgli la stanchezza.

  Apparivano belli, sembravano forti

Poi giunse il sisma, adesso sono morti.

 

Per chi rimane smarrito e dolente

non resta che la solidarietà  della gente

di chi è ricco, è solidale nell’azione

coraggio, tutti a bordo   si parte

seguiamo la stella della  ricostruzione.

 Maria Rosa Rosato

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