Lui “spelacchio”, noi ridicoli

Valle di Fiemme

Non voglio polemizzare sui costi, sulle scelte o sulla gestione di questa sconsiderata “macchietta”

non ne ho le competenze (…sono un semplice vignettista).

Non sono qui neanche a ricordare ai più, a quante cose sarebbe servito l’abete “spelacchio”; una per tutte, assorbire anidride carbonica e restituire ossigeno.

Tanto meno ho le conoscenze per poter quantificare quante PM10, o schifezze simili, siano state disperse in aria per trasportarlo dalla ridente Valle di Fiemme fino a Roma, per poi riportarlo nuovamente in Valle e come se non bastasse di nuovo a Roma, sotto forma di una “rustica e ridente cabina” per l’allattamento umano.

Sono qui a far notare che il povero abete “spelacchio”, o quello che resta di lui, da simbolo della natura incontaminata e della purezza dell’aria che noi respiriamo, è diventato suo malgrado esattamente l’opposto…

Non certo per colpa sua!

Mimmo La Cava

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