«Ti ricordi l'esame di storia?»

Ti ricordi quell'esame?

La grande aula al secondo piano del vecchio palazzo che ospitava la facoltà di sociologia conteneva oramai solo tre studenti e la docente dopo due ore di esame orale di storia contemporanea.

Oggetto dell’esame era l’Italia e l’Europa nel periodo interbellico. La docente procedeva con le chiamate in ordine alfabetico e il nostro era l’ultimo dal momento che aveva il cognome in Z. Come Zorro pensava ironicamente tra sé ascoltando le domande che piovevano come grandine d’autunno su quanti lo avevano preceduto.

Ecco che arriva Zorro e ti sistema sergente Garcia. Si sentiva mediamente preparato, di quelle preparazioni accumulate tra le quattro e le sei del mattino prima di andare a lavorare. Era la seconda volta che si presentava per quell'esame e al primo tentativo aveva fatto una magra figura, rimandato a casa subito dopo aver confessato candidamente di non aver avuto molto tempo per studiare.

Cosa assolutamente da non fare. Mentire opportunisticamente e spudoratamente è la tattica vincente. Questa volta si era preparato un argomento forte: il declino delle democrazie nel panorama mondiale dopo la Grande Guerra. Aveva utilizzato il poco tempo a disposizione per memorizzare una decina di schemi, quasi delle mappe mentali, coloratissimi e pieni di fumetti improvvisati con omini che interpretavano, secondo il contesto, il ruolo del Duce, di Hitler, Lenin, Stalin, Piłsudski, Rydz-Śmigłi, Miguel Primo de Rivera, Francisco Franco e altri protagonisti di quel secolo breve che fu il periodo tra le due guerre.

Mentre aspettava nervoso il suo turno la Voltani, una rossa appariscente vestita come la Valeria Marini all’ultimo San Remo, impappinata su una risposta che non voleva proprio uscire, cominciò ad accusare dei mancamenti d’aria, boccheggiò per una decina di secondi e stramazzò al suolo facendo schizzare la sedia di lato.

Il parapiglia fu generale, ma sarebbe bastato anche sottotenente dato il numero esiguo degli astanti. La docente si fece prendere dallo sconforto, ma il nostro Zorro, terzogradista di Apnea con brevetto di assistente bagnanti, disse prontamente: — Fermi tutti. Arrivo io, c’ho il brevetto ciò.

Si avvicinò con sicurezza alla rossa, le abbassò la mascella inferiore per aprirle la bocca reclinandole verso destra il capo, quindi le alzò le gambe appoggiandole su di una sedia, assolutamente indifferente alla scopertura delle mutandine rosa a papaverini rossi che gli ricordarono vagamente i suoi omini degli appunti. La docente lo guardava ammirata, la Voltani si riprese e concluse l’esame dal quale però ricavò un misero diciotto.

Che cuore di pietra, pensò il nostro eliminando dalla mente il pensiero di aver guadagnato punti accademici con quel suo gesto professionale tanto efficace. Ora toccava a lui.
— Dunque, avrei pensato di parlare del declino delle democrazie in Europa e nel mondo dopo la prima guerra mondiale.
— Bene. Dimmi che clima c’era tra gli alleati vincitori appena finita la guerra.

— Allora, gli alleati si sperticarono in proclami contro la guerra e in dichiarazioni d’intenti di pacificazione che lasciavano ben sperare. Vollero ridisegnare l’Europa all’insegna dell’autodeterminazione e della giustizia internazionale. Sembrava che stesse per spuntare un’era di democrazia e c’era la convinzione che gli stati andassero tutti verso una politica parlamentare e un governo della legge e dei diritti civili. Vi era poi la marea montante del liberalismo ottocentesco. Nel millenovecentoventi praticamente l’Europa era democratica mentre, solo vent’anni dopo al tempo della seconda guerra mondiale, l’intero continente a esclusione di Francia e Inghilterra era piombato in dittature personali e in governi a partito unico.

— Parlami della Polonia in quel periodo.
— Be', la Polonia nel millenovecentoventisei aveva un governo democratico con a capo il Maresciallo Piłsudski che proclamò il colpo di stato e insediò il regime dei colonnelli. Il potere effettivo era in mano all’esercito nonostante sussistesse un parlamento. Gli avversari politici e i dissidenti dal regime venivano imprigionati e torturati. Alla morte di Piłsudski, nel millenovecentotrentacinque, gli succedette il maresciallo Rydz-Śmigłi, uno furbo che riscrisse la Costituzione per consentire la partecipazione alle elezioni solo a candidati filogovernativi. Nel millenovecentotrentasette venne fondato il Campo di Unificazione Nazionale e la Polonia si trasformò di fatto in uno stato monopartitico sotto il controllo dell’esercito.

La docente considerò che poteva bastare e segnò un ventotto sul libretto del nostro emozionatissimo Zorro che, salutando, estrasse la spada e incise la sua Z sul pancione di un gongolante sergente Garcia. Anche per questa volta Zorro lasciò il suo segno e se ne andò, svanendo, fino alla prossima avventura.

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