Simoni (Pt) Vs Cia (AGIRE)

Simoni

Il passaggio del coordinatore cittadino e del suo vice da Progetto Trentino ad “Agire” non è piaciuto ai vertici di Progetto Trentino, 

che sulla questione hanno presentato un piccato comunicato ripreso dei quotidiani locali nella giornata di oggi.

C’è chi ha voluto raffigurare il passaggio di Federico Zanotti e Roberto Cadonna ad Agire come “cambio di casacca”, indicandoli addirittura come “transfughi”. Niente di più sbagliato e deliberatamente fuorviante.

La lingua italiana è chiara: il transfuga è un disertore, colui che abbandona il suo posto di combattimento per passare al nemico, chi abbandona e rinnega le proprie convinzioni e posizioni ideologiche passando a movimenti opposti. Federico e Roberto non abbandonano le loro convinzioni e men che meno passano “al nemico”, tant’è che il loro impegno durante le elezioni comunali del 2015 a favore di tutta la coalizione viene positivamente ricordato ancora oggi, almeno nell’ambito del centrodestra. Semmai dovrebbero essere considerati come esuli, costretti a lasciare la propria casa per non finire trascinati nel buco nero dell’ambiguità politica. Loro sono rimasti più che mai fedeli a sé stessi, evidentemente è Progetto Trentino che sembra aver preso delle deviazioni non più accettabili.

Io stesso mi sono trovato nella stessa condizione, costretto a lasciare la lista civica che mio malgrado ho contribuito a far conoscere, dopo una miriade di piccoli e grandi episodi sommati ad una complice assenza su importanti temi di attualità. Un’ambiguità, quella in politica, che non è mai lasciata al caso, perché dietro al paravento da civici, centristi, moderati o che dir si voglia è facile nascondere progetti finalizzati a costruire scenari di potere politico che nulla hanno a che fare con gli interessi delle persone, minando una credibile azione di opposizione.

Se Federico e Roberto si sono attenuti al manifesto politico e allo statuto di Progetto Trentino, non è chiaro lo scopo della reprimenda dei vertici del partito, che arrivata a questo punto suona più come il “canto del cigno” e peraltro portatrice dell’ennesima incongruenza: da una parte ci si dichiara in attesa di leggere la “misera letterina” con la quale è stata resa nota la loro decisione di lasciare Progetto Trentino, e dall’altra si annuncia che a prescindere dal contenuto, questa non interessa minimamente. Non un bel modo per salutare chi ha contribuito con onestà a far crescere un movimento politico.

Claudio Cia

 

No, non ci stiamo ad essere additati come codardi.
 
Ecco perché non possiamo accettare le dichiarazioni di chi, in nome e per conto di ‘Progetto Trentino’, ci ha rimproverato di non volere vivacchiare nell'ambiguità che, a nostro avviso, sta caratterizzando il modus operandi di questa forza politica.
 
Nel 2015, per la prima volta, abbiamo dato la nostra disponibilità a investire in politica tempo e passione, mettendoci la faccia in maniera convinta, condividendo il candidato sindaco nella persona di Claudio Ciache rappresentava un progetto di un centrodestra unito.
 
Non lo abbiamo fatto tanto per fare; non è stato un incidente di percorso e neppure, come ebbe a dichiarare il consigliere Viola, “un’eccezione totale, legata alla particolare situazione del capoluogo”.
 
Noi ci abbiamo credutoed è per questo che, coerentemente con il nostro sentire, ci smarchiamo da un modo di rappresentare la politica ondivaga, pronta ad “inversioni ad U” pur di garantirsi un futuro. Troppi volti mascherati a cui non vogliamo aggiogarci.
 
Non abbiamo cambiato casacca, semmai abbiamo nuovi amici con cui condividere quello che siamo e siamo sempre stati. Sa di mentire chi dichiara che noi “non abbiamo cercato il confronto”. In più occasioni, infatti, l’abbiamo fatto dopo aver letto sulla stampa circa trattative con Daldosse possibili alleanze con il PD, se questo avesse rinunciato a pretendere di dettare l’agenda politica.
 
Noi abbiamo chiesto chiarimenti, ma non abbiamo avuto ascolto e siamo rimasti senza risposte. A questo punto non ci è rimasto che reagire, perché non intendiamo prestarci a fare da comparsa ed essere sfruttati in processi politici che non ci appartengono.
 
Non siamo pedine in una partita a scacchi dove chi conta è re: questo è il vecchio modo di concepire la politica. Il movimento ‘Agire’ è per noi il naturale approdo di chi rifugge l’ambiguità, crede nella trasparenza e nella coerenza, nella volontà di affrontare i molteplici problemi proposti dai cittadini per quello che sono, senza pregiudizi e pregiudiziali politiche, per non disturbare questo o quello.
 
Noi avevamo scelto di lasciare Progetto Trentino senza polemiche ma evidentemente si è preferito dare un segno di vita facendo polemica, e ciò non può che confermare la bontà della nostra scelta.
 
Federico Zanotti
Roberto Cadonna
 
Agire per il Trentino

(sotto il comunicato di PT)

 

Comunicato di Progetto Trentino

Pt, Cenerentola e Don Abbondio

di Elena Albertini

Per chi fonda sul valore del confronto e della sincerità il senso della propria appartenenza ad un movimento politico quale è Pt, fa male vedere due  rappresentanti sul territorio quali Federico Zanotti e Roberto Cadonna passare, con tanto di comunicato stampa ripreso da tutti i quotidiani, con Cia.

Fermo restando il massimo rispetto della decisione presa perché credo nella democrazia e dunque nella libertà di cambiare opinione, quello che sottolineo con amarezza è il modo con cui è avvenuta: senza alcun previo avviso o incontro con il Presidente Simoni né con il Comitato ma attraverso una lettera, mettendo il partito difronte al fatto compiuto.

Dispiace allora constatare che i signori Zanotti e Cadonna hanno dimostrato sia di non aver il coraggio di manifestare apertamente le proprie riserve e motivazioni, sia di essere i protagonisti di quella vecchia politica che tanto dicevano di voler combattere. Perché se è lecito andarsene è un dovere dire il perché, guardando in faccia i compagni di una battaglia e non nascondendosi dietro il foglio di una misera letterina. In merito al perché attendo di leggere quanto hanno scritto ma a prescindere dal contenuto, che a questo punto non mi interessa minimamente, è invece importante riflettere cosa Pt deve fare per non essere sempre citato dalla stampa come la Cenerentola della politica trentina o peggio come il povero e sprovveduto don Abbondio che vaga fra i vasi di cristallo o arretra timoroso al cospetto dei Bravi.

Questione della massima rilevanza pensando che dopo la vittoria ottenuta con il NO andando sul territorio e riscuotendo consensi significativi, ci attende l’impegno per le elezioni del ’18 a partire dal fatto che vogliamo viverle da protagonisti e non da comprimari.

Per essere allora il partito che vogliamo essere, dobbiamo cambiare il nostro modo di comunicare: debbiamo diventare più spregiudicati, più incisivi, più “cattivi”. Siamo troppo belli, troppo educati, troppo moderati per apparire degni di attenzione quando i valori che ci contraddistinguono sono troppo alti per essere lasciati in ombra, soverchiati dalle grida di chi ogni giorno spara nel mucchio.

Non si tratta allora di cambiare pelle e diventare come i politicanti che vivono di spot o twitter, scimmiottando Renzi, ma di avere maggior coraggio di esporsi, prendendo alcune forti posizioni su questioni di grande rilevanza politica per il Trentino e di quelle farne la nostra bandiera.

 

 

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