Il credito dei poveri, «Fondiamoci una Banca!»

Banca dei poveri

La rubrica "Casalinghe" ci consente, per il momento, una simulazione in quanto il termine "economia" si declina comunemente con "domestica" e forse, come ha detto nonricordobenechi, «La prossima volta nomino Ministro delle Finanze la mia domestica!».

In questo primo articolo ci limiteremo a elencare e commentare brevemente i titoli della ricerca di uno sviluppo possibile che faccia di edico-lando.it qualche cosa di più di un passatempo, un motivo sociale che dia forza alla solidarietà tra le persone.

Su Google "banca dei poveri" dà al momento 11.100 risultati, ma qui parleremo di economia, un'economia del “noi”. Non ci limiteremo a dire che “questa economia uccide”, che papa Francesco ha copiato spudoratamente dalle scritte sui pacchetti di sigarette “il fumo uccide” le quali suonano per lo meno paradossali. Se questa economia uccide perché continuare a usarla allo stesso modo di sempre? Se le sigarette uccidono, perché fumare? La Banca dei Poveri è l'inizio di un percorso, che prevediamo lungo, alla ricerca di una strada verso l'altro (e verso noi stessi) che si trova nel bisogno.

Una frase del Dalai Lama che gira da tempo in Facebook, dice: «Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto».

Noi non vogliamo perdere la salute per fare soldi. Fare soldi non è il nostro obiettivo. Sappiamo però che è vero ciò che dice il Dalai Lama che molti, soprattutto in occidente, perdono la salute per quel motivo. C'è anche, purtroppo chi sopprime se stesso perché non ha saputo vincere quell'assurda corsa all'accaparramento alla quale siamo convinti di dover partecipare.

Ora noi vorremmo rappresentare una chance per chi, arrivato sull'orlo del precipizio, non vede altre vie d'uscita. Vorremmo poter soccorrere chi si è convinto che sia il denaro che gli manca in quel momento cruciale, per evitargli di fare un passo irreversibile. Quando succede ci sentiamo sempre un po' in colpa e la frase tipica è, «Se lo avessi saputo»...

Un Blog come il nostro si prefigge di far circolare quelle notizie che aiutano a rendersi conto delle condizioni reali dell'altro. Vorremmo poter muovere solidarietà d'emergenza utilizzando gli strumenti di un pensare che si apre varchi nel buio di una intricatissima foresta, apparentemente creata apposta per condannarci alla solitudine.

Nei prossimi articoli di questa rubrica vedremo di affrontare gli aspetti pratici di una Banca dei Poveri. Primo, come sia possibile giustificare da ogni punto di vista, sia etico che meramente fiscale, una raccolta di denaro per fini di solidarietà? Abbiamo pensato che tutte le domeniche nelle chiese cattoliche, almeno, vengono raccolti denari dei quali non si conoscono le finalità, anche se per tradizione e salvo prova contraria siamo convinti che finiscano bene.

Intervisteremo dunque qualche parroco per saperne di più. Andremo poi direttamente dalla Guardia di Finanza per indagare sulle modalità legali per un progetto, al momento ipotetico, come il nostro. Di volta in volta poi andremo a conoscere le realtà che vorremo aiutare per discernere tra bisogni reali e fasulli.

Un articolo sarà di approfondimento sul valore del denaro, consapevoli che se questo è “ricchezza”, nello stesso tempo è anche “responsabilità”. Forse qualcuno ha conosciuto ricchi irresponsabili che hanno bruciato la loro vita a fronte di disponibilità immense. Magari anche poveri che hanno vissuto una vita piena di senso.

Per loro vorremmo aprire una Banca e ci proveremo.

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