Operazione in Centro Africa dei guastatori di Trento

EUFOR RCA in Centro Africa

Nelle scorse settimane si è concluso uno schieramento all’estero, l’ennesimo, di un contingente del 2° Reggimento Guastatori Alpini di Trento.

Ma, al contrario di quanto fatto negli anni precedenti questa volta si è cambiato continente: non più Balcani o Afganistan ma il cuore stesso dell’Africa, in quella Repubblica Centrafricana assunta agli onori delle cronache europee già negli anni ’70 per le bizzarie del suo auto-proclamato Imperatore Bokassa e che nel 2013 è stata sconvolta da una crisi politica sfociata in una guerra civile che ha provocato complessivamente migliaia di vittime e un milione di sfollati, pari a circa un quinto della popolazione.

Si tratta di un piccolo e poverissimo paese, posto quasi all’esatto centro geografico del continente nero, proprio sotto il Ciad e confinante con il Sudan e il Congo.

Travagliata la sua storia recente: dopo una decina di anni di pace, nel marzo 2003 il presidente Patassé e il suo governo furono deposti con un colpo di Stato dal generale François Bozizé, poi eletto presidente tra grandi contestazioni che hanno dato vita a oltre un decennio di scontri armati tra i due maggiori gruppi ribelli e il governo.

L’instabilità dei paesi confinanti (Ciad, Sudan, Sudan del Sud e Repubblica Democratica del Congo) influisce inoltre negativamente sulla stabilità interna del paese.

Proprio per cercare di porre un freno alla situazione l’Unione Europea ha dato il via, mesi addietro, a una missione militare denominata EUFOR RCA con lo schieramento di un contingente di caschi blu dell’ONU che dispone di circa 700 militari di tredici nazioni tra cui l’Italia, i quali operano per ristabilire la pace e la sicurezza nella capitale.

La missione è a guida francese e tra dicembre e marzo anche i Guastatori del 2° Reggimento della Brigata Alpina “Julia” sono stati perciò chiamati a partecipare alla missione africana operando ai loro soliti altissimi livelli, testati da anni di impiego in teatri difficilissimi come quello afghano e portando a termine con successo un numero notevole di progetti, dalla fortificazione della base di EUFOR alla bonifica di canali d’acqua e passando per la realizzazione delle varie infrastrutture di base.

Impieghi di questo tipo, ormai divenuti la norma per il reparto ospitato presso la caserma “C. Battisti” di Trento hanno avuto come al solito un'immediata ricaduta benefica per la popolazione della capitale.

E’ stata infatti riparata subito una strada di Bangui, permettendo così al traffico civile di tornare a scorrere, ed è stato anche realizzato un nuovo ponte destinato a riunire due quartieri della città che sono stati teatro in passato di violenti scontri interconfessionali.

Anche nel piccolo paese africano si è quindi seguito l’approccio già sperimentato con successo in altre aree di crisi, con interventi che prevedano sia un aumento della sicurezza, in primo luogo per la popolazione civile che può così tornare alle proprie occupazioni in una cornice di stabilità garantita dalla presenza di un contingente internazionale, sia di sostegno allo sviluppo in sinergia con le Organizzazioni Internazionali e la Delegazione dell’Unione Europea, che in questo caso è e rimane il primo donatore di aiuti per la Repubblica Centrafricana.

Carretta Luigi

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