La parola niente

Socrate

Oggi parliamo del niente, che poi se visto dai diversi punti 

di vista lo stesso niente vuole essere il tutto come nell’ossimoro perfettamente all’opposto, nel modo di Socrate al mondo greco che acclamava col suo cauto e meditato detto: «io so di non sapere».

Perdonatemi cari lettori, vado a fare un po’ di spesa, sto recandomi al negozio di cultura di vita generale, che si sa male non fa…!

Qualcuno, come me: tiene bisogno di conoscere tutto o niente?!

Scusate se ve lo chiedo!

Il mondo si sa è pieno di sapientini viva voce che sanno e conoscono molte più cose di me, di voi e degli stessi comuni mortali, quelli in altre parole sempre pronti a rettificare l’altro.

Potrei dirvi che la non ancora ventenne Giovanna d’Arco oggi, nel 1431 veniva accusata di eresia e condannata a essere arsa viva.

Di certo seppure dicano che il tempo sia il migliore guaritore indubitabile non potrei addolcire una tale notizia con un pronome indefinito magari rafforzato di tipo: non è una cosa grave, non è niente, non importa, facciamo finta di niente

Questo è niente rispetto alle notizie che oggi ci cannoneggiano i mass media

No!

Seppure stiamo storicamente parlando di una notizia risalente a 585 anni fa…

Bruciare viva una ragazza, ieri come oggi, non è e non è stata cosa da niente!!!

Altra notizia: Oggi nel 1778 Parigi e il mondo intero piangevano uno dei padri fondatori dell’illuminismo; lo abbiamo letto e imparato sui libri di scuola in qualità di: drammaturgo, scrittore, poeta, giornalista e aforista, che del niente scriveva, con grande ironia per quel tempo, così per farci ridere e senza bisogno di basarsi sulla volgarità: «chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo!».

Lo avete riconosciuto?

È F.M. Arouet, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Voltaire.

Sempre oggi nel 1860 le truppe di Garibaldi ebbero la meglio sui Borboni capitanati dal generale Ferdinando Lanza, furono tre duri giorni di combattimenti nella città di Palermo…

A documentarlo dopo tanti anni dall’Unità d’Italia rimangono strade e vie della città quali: via Buonriposo, corso dei Mille e lo stesso ponte dei Mille.

I nostri figli oggi studiano sui libri di storia dell’ardita impresa garibaldina che pare niente sebbene  grazie a quella possiamo oggi esclamare: “Viva l’Italia”!

In filosofia per consuetudine ciò che non si vede è nullo o per meglio dire niente, ma le idee come le teorie si sa sono fatte per essere cambiate di conseguenza per questo, “basta un niente” e allora cosa dire per consolare qualcuno se non: “è cosa di niente” o ancora se si sente il bisogno di una bella filosofica fase di riflessione: “niente ho bisogno di stare da solo/a con i miei pensieri”, ma nessuno si permetta mai di dubitare che la vita a prescindere dal tutto  non sia bella o di usare tale parola a modi segnale discorsivo all’inizio del discorso arrivando a esclamare che essa non sia: “niente d’importante”!

Concludo con un ricordo senza tempo valido ieri come oggi datato 30 maggio 2016.

Sto parlando del supremo disprezzo estratto di violenza psicologica: “non vali niente”!

Non è vero!

Non credetelo mai!

Non perdete mai per niente e nessuno la vostra autostima!

Ricordatevi sempre che voi, come ogni creatura siete: Unici, speciali e preziosi con i vostri  vizi e le vostre virtù e niente e nessuno ha il diritto di cambiarla o di giudicarla questa splendida persona che è in voi  perché Amore vuole dire accettazione incondizionata dell’altro.

Insieme, cari lettori, abbiamo approfondito alcune delle tantissime sfaccettature della parola niente non oso immaginare che cosa potremmo mai ricavare dal tutto!!!

Grazie a tutti coloro che mi leggono nel blog edico-lando.it con  rinomato affetto e attenzione.

Maria Rosa Rosato

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