Agire: Vittime delle Foibe il giorno del ricordo

Agire per il Trentino partecipa sentitamente alla Giornata del Ricordo di domani, venerdì 10 febbraio.    Teniamo doveroso commemorare quelle tante migliaia di italiani dell’Istria e della Dalmazia orribilmente trucidati nelle foibe dal 1943 fin oltre la conclusione della guerra dalle forze partigiane comuniste di Tito.  Soprattutto, dopo tanti anni di vergognoso oblio imposto, è d’obbligo onorare tutti quei 350 mila abitanti fatti fuggire da quelle nostre storiche terre italiane che giunsero anche da noi.  Rattrista sottolineare come gli esuli giunti nel resto d’Italia, oltre al danno, subirono fortissime discriminazioni e un trattamento ignobile, in quanto certa stampa ideologizzata li additava di essere colpevoli di fuggire da un paradiso socialista, per essere poi costretti ad essere segregati in fatiscenti campi profughi o in quartieri periferici tra il silenzio e ai margini delle comunità che li ospitava.  Occorre assolutamente mantenere viva la memoria di questi episodi alle future generazioni dal momento che, per decenni, tutto fu volutamente rimosso, silenziato e strappato dalle pagine dei libri di storia per cattiva coscienza, considerate le enormi responsabilità che coinvolgeva il PCI allora co-protagonista della politica italiana post-bellica.  Ad oggi frange estremiste ideologizzate continuano nell'opera dell’oblio per ripulirsi la coscienza con azioni intimidatorie e violente, fino al punto di voler arrivare a riscrivere addirittura la vicenda nella maniera più accomodante.  Chiediamo, infine, al Sindaco Andreatta di poter meglio valorizzare a Trento il luogo per il ricordo di questa tragedia, e di proteggere la lapide da atti di vandalismo, senza doverla rimuovere prima di ogni celebrazione, facendola sparire come la storia e le persone che essa vuole, invece, giustamente ricordare.

Agire per il Trentino partecipa sentitamente alla Giornata del Ricordo di domani, venerdì 10 febbraio.

Teniamo doveroso commemorare quelle tante migliaia di italiani dell’Istria e della Dalmazia orribilmente trucidati nelle foibe dal 1943 fin oltre la conclusione della guerra dalle forze partigiane comuniste di Tito.

Soprattutto, dopo tanti anni di vergognoso oblio imposto, è d’obbligo onorare tutti quei 350 mila abitanti fatti fuggire da quelle nostre storiche terre italiane che giunsero anche da noi.

Rattrista sottolineare come gli esuli giunti nel resto d’Italia, oltre al danno, subirono fortissime discriminazioni e un trattamento ignobile, in quanto certa stampa ideologizzata li additava di essere colpevoli di fuggire da un paradiso socialista, per essere poi costretti ad essere segregati in fatiscenti campi profughi o in quartieri periferici tra il silenzio e ai margini delle comunità che li ospitava.

Occorre assolutamente mantenere viva la memoria di questi episodi alle future generazioni dal momento che, per decenni, tutto fu volutamente rimosso, silenziato e strappato dalle pagine dei libri di storia per cattiva coscienza, considerate le enormi responsabilità che coinvolgeva il PCI allora co-protagonista della politica italiana post-bellica.

Ad oggi frange estremiste ideologizzate continuano nell'opera dell’oblio per ripulirsi la coscienza con azioni intimidatorie e violente, fino al punto di voler arrivare a riscrivere addirittura la vicenda nella maniera più accomodante.

Chiediamo, infine, al Sindaco Andreatta di poter meglio valorizzare a Trento il luogo per il ricordo di questa tragedia, e di proteggere la lapide da atti di vandalismo, senza doverla rimuovere prima di ogni celebrazione, facendola sparire come la storia e le persone che essa vuole, invece, giustamente ricordare.

Ufficio Stampa e Comunicazione

 

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