Le Ragazze del ‘46

votare.

Le care Ragazze del quarantasei

con ai piedi  vetusti calzini di filato

libertà dimmi dove accipicchia  sei?

sapessi quanto ti abbiamo invocato!

 

Libertà di studiare, parlare, manifestare

di decidere del nostro futuro, di votare.

Nel nome di un diritto siamo noi persone

 pari opportunità chiediamo, civili e in unione!

 

A noi Ragazze veniva consentita solo la magistrale

inaudita legge Gentile per l’uomo ginnasio e liceale

maschio era il docente, maschio il pedagogo

quasi la strega donna da cuocer lenta al rogo

parliamo dell’élite del tempo per le scuole

altro che tutti uguali le donne nessun vuole,

robe da matti! da isteria freudiana…

taci tu donna portatrice di sottana!

 

A proposito lauree non più di due Per donna

 designata a casa e figli la facchina da gonna

dell’uomo son le cattedre e i posti importanti

 femmine da meno creature un po’ mutanti.

 

Ma nel quarantasei qualcosa d’improvviso mutò

 l’aria profumava di bianchi fiori d’arancio e ciliegio

alle ragazze guance rosee, calzini modello collegio

 un sorriso  bianca Luna  d’improvviso spuntò!

W La Repubblica, L’Italia, la ragazza del quarantasei

 La Costituzione, il diritto di voto conquistato da Lei!

     Maria Rosa Rosato 

 

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