Mamma ieri e oggi

Mamma ieri e oggi - La Cava

Mamma quanta tenerezza legata a questa parola!

La mamma è colei che dona la vita con incondizionato Amore, è colei che ci porta in grembo per nove mesi, ci partorisce e infine ci cresce ed educa. Normalmente questo avviene in modo regolare in interazione e armonia col papà, seppure non sempre...

Poi nella ruota della vita ognuno trova la sua strada e a volte la sorte lo allontana chilometri e chilometri da lei, dalla famosa fonte di nutrimento vitale, da quel dolcissimo e simbiotico legame primordiale (vedi La teoria dell’attaccamento originario di John Bowlby).

Come scrisse kahlil Gibran,

«I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. Nascono per mezzo di voi, ma non da voi. Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee. Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell'avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri. Voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L'Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell'infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane. Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell'Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l'arco che rimane saldo».
Mamma arte

Quanto è profondo e veritiero questo pensiero filosofico!
Eppure come il ritorno di un boomerang, è stato più volte osservato nelle persone che stanno vivendo la finitezza della loro vita, tornano a pronunciare una deliziosissima e amabilissima parola “Mamma”.

Parola che è sempre stata in senso stretto fonte d'ispirazione del Poeta e dell’arte più in senso lato. Chi di noi non ricorda canzoni come quella di Beniamino Gigli dal titolo “Mamma” o “Mamma tutto” di Iva Zanicchi cantata egregiamente dal Piccolo Coro dell’Antoniano?!

Anche Antonio De Curtis a lei dedicava una stupenda poesia

«Tengo na 'nnammurata
ca è tutt' 'a vita mia.
Mo tene sittant'anne,
povera mamma mia!
Cu chella faccia 'e cera,
sotto 'e capille janche,
me pare na sant'Anna
cu ll'uocchie triste e stanche.
Me legge dint' 'o penziero,
me guarda e m'anduvina
si tengo nu dulore
si tengo quacche spina...
».

                                     (Totò)


Fin dai tempi arcaici e poi ancora dei cari vecchi Sofisti nell’antica Grecia la figura della donna si era vista nel suo ruolo ben definito di “genitrice” e mai come prima di adesso i due genitori si sono visti occupare in quasi eguale misura dei figli, lo stesso Rousseau ai tempi della pedagogia romantica scriveva di «come Geltrude istruisce i suoi figli», altro concetto legato alla scienza dell'educazione che ha fortemente posto l’accento sull’attaccamento Madre-Figlio è stato quello di un altro importantissimo pedagogista, più o meno di quello stesso periodo storico, un certo Johann Heinrich Pestalozzi.

Pure le nostre madri stavano con noi, il loro ruolo ben evidenziato era quello di casalinga ed al fianco del loro marito e svolgevano compiti importantissimi, nel campanello di casa vi era la dicitura “Capo Famiglia”… Poi, in nome dei diritti delle donne, l’avvento del “movimento femminista” degli anni settanta seguito nel 1975 dalla riforma del diritto di famiglia italiano attraverso la legge 19 maggio 1975 n°151.

Dulcis in fundo come ciliegina sulla torta arriva nel 1991 la legge 125 inerente e contenente "Azioni positive  per  la realizzazione delle “'Parità' Uomo-Donna nel Lavoro".

Per quanta strada il mondo femminile abbia percorso per evidenziare il proprio valore, ciò nonostante, ancora oggi fa maggiore fatica dell’uomo nel mondo del lavoro per dimostrare le proprie capacità. Se poi si mette in conto che oltre al lavoro economicamente retribuito dipendente o privato che esso sia arriva a casa e trova da svolgere altro lavoro aggiuntivo e i figli che le tirano, giustamente, quella che fu gonna oramai largamente sostituita dai pantaloni! Ma questa è un’altra storia…

Quello che mi preme meglio comprendere cari lettori è che il tenore di vita oggi è cambiato, quindi bisogna (sempre che il lavoro si abbia la fortuna di avercelo…) il più delle volte lavorare in due per vivere ma, in fondo, la società e in particolar modo noi donne a non poterci più permettere di stare a casa a crescerci i nostri figli ci abbiamo guadagnato oppure perso?

Io credo che oggi nella nostra società del tutto bello e pronto noi siamo donne e mamme, sempre di corsa, stressate, più ricche ma meno felici e appagate da quelli che in fondo sono le vere ricchezze: l’umano calore di quelle che furono le nostre belle e calorose famiglie Matriarcali.

Maria Rosa Rosato

 Edico-lando.it BLOG si parla di:

Satira vignette politica cronaca benessere cultura sport donne disoccupati arte

 e molto altro...

P.IVA 02187530221 - Tutto il materiale publicato su questo BLOG è coperto da copyright.

Per l'utilizzo è sufficiente citare la fonte e comunicarlo al seguente indirizzo franco.zadra@edico-lando.it

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.