Ne uccise più la fame che la guerra

Ne uccise più la fame - La Cava

“Ne uccise più la fame. La Grande Guerra della gente comune nel Triveneto” è un recentissimo libro di Francesco Jori. Emily De Nando, studentessa liceale, ha partecipato alla presentazione del libro di Jori e ne dà testimonianza sul PERioDICO di Renato Rizzo che qui riproponiamo.

Venerdì 14 novembre 2014 l'associazione STELA di Borgo Valsugana ha organizzato una visita guidata presso il museo della Grande Guerra del centro valsuganotto. L'evento si è svolto in un momento che ha preceduto la presentazione del libro “Ne uccise più la fame”, scritto da Francesco Jori, il quale ha raccolto nelle pagine del suo testo gli anni di guerra che caratterizzarono l'Italia nei primi del 900.

Il nuovo libro è stato presentato presso la biblioteca pubblica di Borgo Valsugana dallo stesso scrittore e da Renato Rizzo, che ha guidato l'esposizione con una serie di domande. Jori ha realizzato un lavoro incredibilmente ricco ed è riuscito a cucire insieme molte testimonianze e informazioni che ha ricavato girando per le biblioteche del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.Ne uccise più la fame

Il libro tratta in primo piano un aspetto della guerra particolarmente interessante, riprendendo la situazione che si era venuta a creare, oltre che al fronte, anche nei paesi e nelle città dove vivevano i civili, in particolare donne, bambini e anziani, i quali si trovavano in condizioni di grave povertà e miseria e aspettavano il ritorno dei propri cari lontani da casa, combattendo come potevano contro la carestia per riuscire a sopravvivere.

La prima guerra mondiale è spesso descritta brevemente con tre elementi che l'hanno caratterizzata: la trincea, il filo spinato e la fame. Come suggerisce il titolo del libro, la fame in quegli anni fu la drammatica causa della morte di molte persone, la guerra aveva devastato i campi e di conseguenza era raro se non impossibile trovare nella terra qualcosa di cui cibarsi. Jori narra di situazioni che hanno segnato nel profondo le vite degli italiani di allora, vittime della povertà più tragica, di traumi indelebili e della paura profondamente radicata nell'animo, la gente era stremata e in condizioni psico-fisiche molto gravi.

Lo scrittore dimostra ancora una volta che la brutalità della guerra ha molte sfaccettature e va a toccare l'intera popolazione, senza preservare nessuno. All'interno del testo viene proposto un approfondimento psicologico sulla sofferenza, sulla disperazione e sulla frustrazione che distruggeva gli animi della gente del tempo, diffondendo la morte e la rovina.

Io e altre ragazze che frequentano l'ultimo anno di liceo presso l'Istituto Degasperi di Borgo Valsugana, abbiamo partecipato a questo evento culturale con molto interesse e abbiamo apprezzato l'opportunità di poter approfondire un argomento molte volte trattato ma affrontandolo sotto una luce diversa.

In questa occasione ho potuto rafforzare una mia già profonda convinzione: raccontare a chi non ha vissuto personalmente quel periodo tragico e buio, qual è stata la guerra, è indispensabile. Ogni generazione deve conoscere la storia del nostro paese e ciò che ci ha portati fino a oggi. Si devono comprendere gli sviluppi storico-sociali del tempo per capire il presente e il contesto in cui viviamo attualmente.

Ho ritenuto questa un'esperienza formativa e utile, non solo per il mio percorso di studi ma anche sotto l'ottica di un arricchimento personale. Alla fine della presentazione del libro è stato dedicato uno spazio alle domante e agli interventi del pubblico, è da qui che sono emerse altre testimonianze e narrazioni di episodi inerenti al discorso che hanno arricchito la serata di forti emozioni.

Un complimento va all'associazione STELA, a Francesco Jori e a tutti coloro i quali si sono presi carico di organizzare questo momento d'incontro che ha trattato argomenti di così grande importanza, dando l'opportunità ai partecipanti di essere parte attiva del discorso.

Emily De Nando

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