Claudio Cia: sui cambi di gruppo dei consiglieri, da solerti a silenti?

Walter Viola cambia

Nei prossimi giornisi dovrebbe finalmente concludere la transizione

(o transazione, o transumanza che dir si voglia) del consigliere di minoranza Walter Viola alla terra promessa di maggioranza con il Patt, per intercessione pare, del Presidente Rossi in persona.

Un balletto di avvicinamento alla maggioranza che dura da oltre un anno e rinnegato più volte dallo stesso interessato.

In numerose occasioni ho richiesto negli ultimi mesi di “staccare la spina” alla vicepresidenza Viola, un ruolo questo, che di diritto spetta alla minoranza; una richiesta la mia, che non voleva essere un attacco alla persona, ma solo una domanda di trasparenza, di fronte a una situazione che genera imbarazzo.

Ricordo quando in seguito ad anticipazioni di stampa del passaggio dal Gruppo misto al Patt della consigliera Manuela Bottamedi, con una nota del 2 dicembre 2014, l’Assemblea delle opposizioni ha chiesto alla consigliera di formalizzare la sua scelta di non fare più parte dello schieramento di opposizione e di “trarne le conseguenze tecniche del caso”, ovvero di dimettersi dalla vicepresidenza delle prima commissione.

Qualche giorno prima, con un comunicato stampa, intervenne nientemeno che il Presidente del Consiglio Dorigatti che pure auspicava l’ufficializzazione delle decisioni attraverso la normale prassi regolamentare, anziché per il tramite di mere comunicazioni giornalistiche”.

Per Dorigatti questo transito comportava una mutazione della composizione di maggioranza e minoranza in seno all’Assemblea legislativa incidendo di fatto sulla sovranità della volontà popolare mutandone l'espressione concreta, che è appunto quella della composizione numerica degli schieramenti...”.

Se non bastasse, successivamente all’ufficializzazione del suo passaggio al gruppo del Patt, la consigliera Bottamedi per giorni venne politicamente umiliata dai consiglieri di minoranza che, in segno di biasimo, abbandonavano l’Aula tutte le volte che questa prendeva la parola.

Certamente per lei non dev'essere stato un bel vivere.

Incredibilmente, oggi assistiamo ad un altro transito che non di meno “investe l'asse dei rapporti politici e delle rappresentanze”, tanto più riguardando la Vicepresidenza. In questo caso però, sbalordisce il silenziodel Presidente Dorigatti, così solerte a richiamare alla chiarezza e alla correttezza istituzionale la consigliera Bottamedi.

Ma non è il solo a tacere: anche l’Assemblea delle minoranze pare piuttosto distratta.

E non si dica che prima d’ora nessuno sapesse, perché di anticipazioni da parte degli organi di stampa ce ne sono state fin troppe e da troppo tempo per giustificare il persistere di questi silenzi.

La consigliera la faccia ce l’ha messa, ed è stata pure presa a schiaffi (che sia perché donna?).

La coerenza vorrebbe ci si esprimesse oggi con lo stesso zelo con cui ci si è espressi ieri.

Cons. Claudio Cia

 

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