Coordinamento donne di AGIRE per il Trentino, presentato oggi

quote

A presentare il gruppo è stata Elena Sester, vicecoordinatrice politica del movimento.


Il "Coordinamento donne" è formato da un gruppo di aderenti ad Agire che, con l'intento di dare un contributo concreto al movimento, si riuniscono con costanza e dedicando parte del proprio tempo, si confrontano, portando con la loro sensibilità le necessità che riscontrano nel quotidiano parlando con le persone che le circondano o per esperienze personali.

In AGIRE non serve attendere decenni, non esistono "quote rosa", ma attivisti e attiviste che nel rispetto reciproco collaborano insieme condividendo idee e realizzando progetti.

Ad esempio sul tema della difesa personale femminile, si concluderà a fine mese il corso di dieci lezioni iniziato il 1° marzo strutturato con una parte pratica seguita da una istruttrice certificata, una serata con psicologo sul tema "come gestire la paura durante l'aggressione" e una serata con un avvocato che illustrerà cos’è la legittima difesa e i suoi limiti.

Nel mese di maggio il "Coordinamento donne" di AGIRE proseguirà con le proprie iniziative toccando un altro tema delicato e di utilità sociale sul “Primo soccorso a casa, al lavoro e nello sport”, come intervenire, cosa fare, come aiutare, in collaborazione con Alexander Guarino istruttore certificato DAN Training.

Cons. Claudio Cia

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contro la PAT, Provincia Autonoma di Trento

Trento 14 08 2017

esecuzione dell’orsa KJ2

Con poche righe di comunicato stampa, la PAT, Provincia Autonoma di Trento, ha annunciato trionfalmente l’uccisione dell’orsa KJ2 perseguitata da anni perché dichiarata pericolosa.
In realtà l’orsa KJ2 era “elusiva e schiva”, queste le parole dell’assessore alla caccia Michele Dallapiccola. Significa che si teneva lontana dagli esseri umani. Perché, allora l’esecuzione?
Il 22 luglio scorso, la povera orsa si è imbattuta in un pensionato che andava a passeggio con il suo cane nei boschi di Terlago. L’uomo, vedendosi l’orsa troppo vicina, preso dal panico, le ha sferrato una bastonata.
La PAT stessa ha riconosciuto che l’orsa non aveva fatto alcunché di anormale e si è comportata in maniera adeguata agli standard comportamentali della sua specie. Però, ha deciso di ucciderla in aperta violazione delle leggi che tutelano l’orso, delle convenzioni internazionali che lo dichiarano specie “particolarmente protetta” e delle norme scritte di proprio pugno nel piano di gestione della popolazione ursina in Trentino.
La dichiarazione del presidente della PAT, Ugo Rossi, che ha annunciato che questo sarà il modo di gestire per il futuro gli orsi che giudicherà pericolosi per la specie umana, si commenta da sé.
E’ dunque evidente che siamo di fronte a un’esecuzione, un’azione muscolare, machista a meschini fini elettorali, cui ne seguiranno altre.
Avevamo impugnato, presso il TAR di Trento l’ordinanza di rimozione (cattura o uccisione, indifferentemente), ma non c’è stato neppure il tempo di discuterla e non crediamo sia un caso...
La PAT, evidentemente, conoscendo l’illegittimità delle proprie azioni, ha voluto evitare il rischio di soccombenza in tribunale e ha fatto ricorso ai modi spicci.
Appurate le circostanze dell’uccisione di mamma orsa KJ2, attraverso un accesso agli atti, valuteremo l’opportunità di perseguire la PAT, penalmente fino ai massimi gradi di giudizio, per maltrattamento e uccisione ingiustificata di animale selvatico. Rammentiamo che l’orso bruno è specie protetta, particolarmente protetta, da leggi nazionali e direttive comunitarie e convenzioni internazionali.
Faremo varcare i confini nazionali a questa vicenda e alle altre di questo genere, in modo che la pubblica opinione internazionale si faccia un’idea precisa e reale di com’è amministrata la, altrimenti bella, Provincia Autonoma di Trento.
Non è l’orso pericoloso in Trentino, ma una giunta che dimostra incapacità e incompetenza e per risolvere i propri problemi usa come strategia quella del fucile.
Gli agenti forestali trentini, a causa delle criticità comportamentali della Giunta, sono stati trasformati in strumenti di morte e si trova incomprensibile il loro pedissequo comportamento.
Sono invitati, pertanto, a non rinunciare alla propria dignità e a praticare l’obiezione di coscienza, quando sono chiamati a ricoprire il ruolo di braccio armato di quella che dovrebbe essere un’istituzione a tutela del patrimonio faunistico.

Grazie per l'attenzione

 

 

 

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