Consiglio comunale urgente, «San Biagio, prega per noi...»

Consiglio comunale urgente, «San Biagio, prega per noi...»

LEVICO TERME – Del consiglio comunale di ieri sera, del quale potete vedere qui la registrazione in Streaming, rimarranno agli atti gli interventi “notevoli” di Rossella Piazza.

La consigliera del Pd appena fuoriuscita dalla maggioranza ha bollato con un «dilettanti allo sbaraglio» (anche se l’audio della videoregistrazione consegna un peggiorativo “lattanti”), il modo di procedere dell’amministrazione levicense che «pur avendone il tempo – ha detto Piazza – non mette i consiglieri nelle condizioni di valutare con cognizione di causa ciò che si va a deliberare, trovandosi spesso a operare con l’acqua alla gola, all’ultimo momento, con il rischio di mettere in forse gli esiti dell’opera di valenti professionisti che hanno investito in questo progetto dall’alto valore di inclusività sociale, un’opera che inciderà sul futuro assetto di Levico».

Oggetto dell'adunanza era una variante al Prg riguardante la collina di San Biagio sulla quale sorge una chiesetta di grande interesse storico, architettonico e turistico, o che almeno si potrebbe valorizzare in questo senso. Una importante valorizzazione della collina è appunto l'intervento di una società con 35 soci della Valsugana che ha interessanti progetti per l'area in questione, con dei risvolti anche sociali.Bandiere in Municipio

Con Domenico La Cava (autore della vignetta) siamo andati a spulciare il "Regolamento sul funzionamento degli organi istituzionali" per farci un'idea più precisa di questo giudizio tanto tagliente della consigliera Piazza. Una lettura interessante della quale vorremmo segnalare solo il primo punto, forse il meno importante di tutti, per lasciare al lettore il gusto di andarsi a cercare quelli che più di altri sono in contraddizione con l'esecrata supposta condotta amministrativa levicense.

Se la consigliera Piazza ha ricordato la fiaba di Hans Christian Andersen "I vestiti nuovi dell'imperatore" per delineare una analisi delle cause della disfunzionalità amministrativa di Levico, noi ci siamo limitati a pensarla come un cittadino qualunque che abbia il tempo e la voglia di vedersi le due ore e venti di streaming per non lasciarlo solo con il dubbio circa l'inefficenza dell'apparato amministrativo, ovvero della sua dannosità.

Abbiamo letto l'art. 2.5 che dice: "Il giorno nel quale si tiene l'adunanza (del Consiglio, Ndr.), all'esterno della sede vengono esposte la bandiera nazionale, dell'Unione Europea, della Provincia Autonoma di Trento, e del Comune di Levico Terme". Ebbene, le bandiere esposte all'esterno ci sono, ma sono esposte sempre, anche quando non c'è Consiglio, e poi sono tre e non quattro. Manca quella meno significativa (sig!) del Comune.

Lasciamo al lettore anche il formulare delle ipotesi su questa discordanza dal testo, ricordando però san Paolo che diceva «La lettera uccide, è lo spirito che dà vita!». Per noi rimane il segnale evidente che sono pochi, tra gli addetti ai lavori, che hanno letto il regolamento, cosa che se non altro va ad avvalorare l'epiteto che si sono meritati ieri sera, rafforzato da un «vergognoso!» del consigliere di minoranza, Efrem Filippi.

Poi, l’esempio più ecclatante di questo “dilettantismo” si troverebbe nella convocazione la mattina stessa del consiglio, della referente di consulta lago della quale era richiesto il parere. «I tempi sono strettissimi – ha osservato Piazza – poiché richiederanno almeno quaranta giorni, e a metà ottobre scadranno i termini per la presentazione della domanda di partecipazione al bando regionale derivante dal Piano di Sviluppo Rurale». Verrebbe dunque meno una possibilità di finanziamento che ha motivato in parte la convocazione d’urgenza del consiglio comunale. Le pesanti osservazioni di Piazza sono state incassate senza replica dalla maggioranza.Maurizio Dal Bianco

Non così per Maurizio Dal Bianco, (nella foto a fianco con in mano il faldone di documenti da visionare ritirato in Municipio solo il giorno prima del Consiglio), il quale aveva rinunciato al gettone di presenza che gli avrebbero versato per la serata protestando proprio contro questo modus operandi, che da subito ha sollevato la questione “incompatibilità” e “trasparenza”, come i punti dolenti «sui quali si commettono anche delle irregolarità», ma «come sempre – ha detto il sindaco, Michele Sartori – sparge fumo, e lo farà fino alla fine della legislatura».

Quando poi, prima del voto in aula sulla delibera, ha annunciato «non parteciperò al voto – ha detto Dal Bianco – perché ho dei dubbi sulle incompatibilità», il sindaco ha reagito con un sorriso costringendo Dal Bianco ad appellarsi alla presidenza per «venir tutelato - ha detto ancora Dal Bianco - nel mio ruolo di consigliere», cosa che si ritrova allo scoccare delle due ore esatte nella registrazione in streaming. Eventuali incompatibilità andavano però dichiarate a inizio seduta, così come ha fatto il consigliere Emilio Perina, abbandonando l’aula prima dell’inizio della discussione del punto.

Nell’intervento di Lamberto Postal, invece, si è fatto riferimento a «futuri ritrovamenti archeologici che ci saranno» ricordando di sfuggita l’importanza storica della collina di San Biagio come evidenziata dalla relazione dell’azienda, costantemente in contatto con l’uffico provinciale dei beni culturali, che ipotizza la presenza di antiche rovine di un castelliere del quale, proprio davanti alla chiesetta, si troverebbe il bastio diroccato, visibile ora in un cumulo di pietre sepolte.

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