L'idea di David, «un brindisi al mio funerale»

L'idea di David, «un brindisi al mio funerale»

Ha scioccato tutti la richiesta della moglie di David Micheletti (n. 01.09.1982 + 27.01.2016) di fare festa con tanto di brindisi per l'estremo saluto dato al giovane che ha avuto una partecipazione da finale di Coppa dei Campioni.

Tutti, anche il capo servizio del giornale al quale avevo mandato il mio articolo. L'invito a fare festa per un funerale lo deve aver talmente sconcertato che ha aggiunto un "non" a una citazione di papa Francesco riportata dalla moglie Lorena, facendola diventare "Non si può finire una festa non bevendo del tè". Poi il redattore ha coerentemente scritto l'occhiello, «la moglie invita tutti al campo sportivo a bere del tè», stravolgendo il senso del mio articolo.

Per una questione di correttezza e scusandomi con Lorena e con tutta Telve, riporto il testo della mia cronaca così come lo avevo inviato alla redazione. Approfitto per disporre pubblicamente che anche al mio funerale si faccia festa, così come per David, brindando al minimo con dell'Altemasi, se non con del Ferrari Brut. Lo scrivo sul serio! Brindate cantando e non siate tristi perché sono ritornato alla casa del Padre dove c'è chi mi ha amato da sempre.

TELVE VALSUGANA – «Una folla mai vista e ne ho fatti di funerali!», ha detto don Renzo Scaramella che da tre mesi regge la parrocchia di Telve che era di don Antonio Sebastiani. La chiesa, dedicata a santa Maria Assunta, era ricolma all'inverosimile e c'è voluta quasi tutta la piazza davanti alla chiesa ad accogliere chi non era riuscito a entrare alle esequie del giovane David Micheletti, deceduto a causa di un infortunio in località Musiera, nei pressi del baito di suo suocero nei boschi sopra Telve, mentre si prestava ad avvicinare un tronco abbattuto al luogo dove sarebbe stato ridotto in pezzi come legna da ardere.

Un gesto di generosità che gli è costato la vita, fatto d'impulso e senza aver potuto considerare l'incolumità personale. Non proprio un incidente sul lavoro, poiché David era solo di passaggio, ma che pure rilette la sua esuberanza e la voglia di spendersi per gli altri che tutti coloro che l'avevano conosciuto hanno testimoniato durante le esequie.

La moglie Lorena, al settimo mese di gravidanza, ha mostrato una forza d'animo davvero inconsueta, come inconsueto è stato l'elenco delle sue richieste che ha letto all'inizio della celebrazione. «Grazie a tutte le persone che mi hanno scritto in questi giorni, ho apprezzato la vostra vicinanza. David ha sempre affrontato la vita con allegria e con entusiasmo, quindi dopo il funerale siamo tutti invitati al campo da calcio a realizzare una sua idea che è quella di fare un brindisi insieme.Obito David Micheletti

Questa è una festa e per citare una frase di papa Francesco che piaceva tanto a “Hulf” - il soprannome che dava a David -, “non si può finire una festa bevendo tè”. Grazie agli amici dell'U.S. Telve e ai fratelli che hanno organizzato tutto. Chiedo a tutti di aiutarmi a preparare un regalo per la piccoletta. Ognuno di noi prepari un foglio sul quale condividere un ricordo che ha di David, una sua frase tipica, una nostra fotografia insieme, un aneddoto divertente, qualcosa che faccia capire alla bimba quando sarà grande chi era il suo papà». - questo materiale sarà poi raccolto in un libro.

«Quando mi parlate, ma anche quando ci pensate per conto vostro, vi chiedo di non essere arrabbiati con Dio o dire che questa è una tragedia. Le tragedie si fanno a Teatro, questa è la vita e la vita può essere dura, ma è meravigliosa. Sempre e comunque. Questo me lo ripete sempre David. Tra cento giorni da pecora e uno da leone, David ha scelto di vivere cento giorni da leone. La sua vita breve è stata così intensa da essere completa.

Con la sua forza travolgente e l'amore profondissimo ha trasformato anche la mia vita rendendomi una persona migliore. Spero che il suo insegnamento del non risparmiarsi nel fare le cose gratuitamente, contagi ognuno di noi, ci faccia capire che vale davvero la pena amare senza misura. Non dite che Dio non esiste perché io e David crediamo in lui. In questi anni siamo cresciuti molto insieme nella fede e abbiamo sperimentato la vicinanza di Dio in ogni momento.

Abbiamo passato periodi in cui Dio ci ha messo alla prova, duramente. Quando la mia fede vacillava, David mi ha sempre rassicurato dicendomi che Dio sa quello che fa. Questa sua certezza granitica mi sta dando una serenità inaspettata in questi giorni e spero di trasmetterla anche a voi».

Una cinquantina di bambini di seconda elementare che David allenava nell'U.S. Telve, hanno attorniato il feretro di larice bianco non verniciato restando per tutta la celebrazione sotto l'altare dove una decina di sacerdoti hanno concelebrato con il parroco. «Il salmo che è stato letto – ha detto nell'omelia don Renzo riferendosi al salmo 139 – è quello che David e Lorena avevano pregato la sera prima. David aveva la fede di un uomo anziano, ricco di esperienza, perché amava la Parola». Il coro di giovani che ha animato la messa – un'altra impresa di David che ne era il primo animatore - hanno voluto restituire l'insegnamento del loro amico con una frase che ne riassume il carattere, «Semina il tuo coraggio, per risollevare quello altrui».

 

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